lunedì 21 gennaio 2019

Recensione: serie Captive Prince, di C.S. Pacat


Trama


#2 La Mossa del Principe

Con i loro due paesi sull'orlo di una guerra, Damen e il suo nuovo padrone, Laurent, dovranno lasciarsi alle spalle gli intrighi del palazzo e concentrarsi sulle più ampie forze del campo di battaglia mentre viaggiano verso il confine per scongiurare un complotto fatale.

Costretto a nascondere la sua identità, Damen si sente sempre più attratto dal pericoloso e carismatico Laurent, ma via via che la fiducia nascente tra i due uomini si approfondisce, le scomode verità del passato minacciano di infliggere il colpo mortale al delicato legame che ha cominciato a unirli…

# 3 L'Ascesa dei Re

Damianos di Akielos è tornato.

Ora che la sua identità è stata svelata, Damen deve affrontare il suo padrone, Laurent, come Damianos di Akielos, l'uomo che il principe di Vere ha giurato di uccidere.

Sull'orlo di una battaglia epocale, il futuro dei loro due regni è in bilico. A sud, l'esercito di Kastor si sta radunando, mentre a nord le forze del reggente si mobilitano per la guerra. L'unica speranza di Damen è allearsi con Laurent per sconfiggere insieme i loro usurpatori. Ma anche se la fragile fiducia che condividono resisterà alla rivelazione della vera identità di Damen, sarà sufficiente per sventare l'ultimo e più spietato piano del reggente?

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Recensione


Ho deciso di fare una recensione unica di questi due libri, La Mossa del Principe e L’Ascesa dei Re, perché l’ho sentito come una sola storia che è semplicemente stata divisa per motivi editoriali.

Infatti, all’inizio della lettura del secondo libro ho sentito che stesse ristagnando, e forse con un paio di tagli in più avrei fatto una duologia di questa trilogia, ma questo è l’unico difetto che ho trovato in questa saga.

«Per ottenere quello che vuoi, devi sapere esattamente a cosa sei disposto a rinunciare.»

Innanzitutto, non è affatto facile trovare un libro che sia scritto bene sia per la trama che per la componente romantica.

Di solito è un aut aut, o una bella storia o una bella romance, invece la Pacat è riuscita a darmi entrambe le cose. È riuscita a darmi un capitolo in cui un unico orecchino ha scambiato i ruoli dei due, trasformando il Principe di Vere nello schiavo e viceversa, regalandoci una scena in una locanda che ancora rincorre i miei sogni come loro hanno corso sui tetti della città per scappare dal casino che inevitabilmente è scoppiato.



Che poi non so dirvi esattamente se sia un argomento nuovo – congiure e intrecci politici in una specie di passato ambientato in un mondo inventato - perché non sono ferrata, l’unica cosa simile che mi venga in mente è The Winner’s Curse della Rutkoski (potete trovare la recensione su questo sito cliccando qui), ma leggendo non me ne fregava assolutamente niente di pescare riferimenti altrove. È una storia fresca e intrigante, e tanto mi basta.

«Tu. Stiamo cercando due uomini. Uno è un soldato, una bestia gigante. L’altro è biondo. Non come questo ragazzo. Attraente.»
«Smettila di ridere,» Damen mormorò. «Ci troveranno e ci uccideranno.»
«Una bestia gigante,» disse Laurent.
«Smettila.»

Quello che mi ha colpito di più - oltre alla trama, la perfetta costruzione del mondo e la ship che, seriamente, è tra le mie top 10 ormai - sono i personaggi.

E in particolare, Laurent. Certo, il “vero protagonista”, il Principe Prigioniero, è Damen, ma Laurent si rivela sempre più in tutto il suo splendore nel corso dei tre i libri, e non smette di stupire il lettore, mentre l’altro ha una caratterizzazione e uno sviluppo più “prevedibile”. Lo dico con le virgolette perché non è una cosa negativa, è solo il giusto percorso che un personaggio come il suo doveva fare.

Avevano entrambi il respiro pesante. Damen percepiva ancora la tensione che irrigidiva il corpo dell’altro. «Dillo,» ordinò.
«Mi arrendo,» ammise Laurent a denti stretti, prima di voltare la testa di lato.
«Vorrei che fosse chiaro,» si sentì in dovere di precisare Damen, il tono pieno di risentimento, «che avrei potuto fare lo stesso in qualsiasi momento quando ero il tuo schiavo.»
Laurent incontrò il suo sguardo, gli occhi troppo limpidi. «Non sei mai stato uno schiavo, Damianos. Sei nato per regnare, come me.»

Ricapitolando, personaggi: check, trama: check, ship: triple check… cosa rimane? Cosa c’è da aggiungere alla recensione che abbiamo fatto al primo libro?

Beh, che domande… il finale.

Il finale è… come dire... È esattamente quello che volevo. È sul filo del rasoio, giravo pagina dopo pagina con il cuore in gola e il bisogno di sapere cosa sarebbe successo. La giusta coronazione a tre fantastici libri che ti tengono con il fiato sospeso per tutta la lettura. E cos’altro chiediamo noi lettori, se non questo?



 

 Ship Level




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Recensione di

https://thebitchybookclub.blogspot.be/search/label/Anathema

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Consigliamo assolutamente di leggerlo! E magari poi puoi tornare a dirci cosa ne hai pensato e se sei d'accordo con la nostra interpretazione

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