lunedì 30 luglio 2018

Recensione: "The Chosen Ones" di Caitlyn Coral



Trama


La vita di Adam Finch non potrebbe andare peggio: la scelta del college è alle porte, ha appena troncato l'amicizia con il suo migliore amico e, come se tutto ciò non bastasse, iniziare a soffrire di sonnambulismo è la ciliegina sulla torta.

L'ultima cosa che Adam desidera è essere additato come il pazzo della piccola cittadina in cui vive, ma niente riesce a impedirgli di lasciare la sua camera e vagabondare di notte.

Quando i suoi sogni si fanno più strani e dei lividi iniziano a comparire sul suo corpo, gli stessi che crede di aver ottenuto in sogno, è facile cadere nel panico. Lo è ancora di più quando Nina, una ragazza nella sua classe di Spagnolo, gli rivela di avere il suo stesso problema e che nulla di quella malattia è casuale.

Tra incubi terribili, poteri sovrannaturali e il rischio di morire sul serio, Adam dovrà affrontare ciò che uno come lui non ha speranze di superare: una battaglia, la Battaglia degli Eletti.

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Recensione


È la mia prima recensione per il blog – spero la prima di tante – e sono contenta di iniziare con un romanzo italiano che è anche un esordio.

“The Chosen Ones”, primo titolo della trilogia “Becoming Luciel”, è uno young adult serrato che scorre veloce, ma che non per questo tralascia le emozioni. A tratti mi è quasi parsa una traduzione e lo scrivo con l’intento di lodare la capacità dell’autrice di dipingere scene dinamiche, di utilizzare uno stile asciutto e di andare dritta al punto con efficacia; caratteristiche che associo alla produzione ya made in USA.

La storia combina spunti da diverse mitologie e si snoda attraverso numerosi ostacoli che mettono alla prova i personaggi e ne rivelano la vera natura.

Il protagonista, Adam Finch, ha i tratti tipici del protagonista ya: un eroe che non avrebbe le caratteristiche per esserlo, ma che è forzato dalla situazione a diventarlo; un po’ insicuro e un po’ indeciso sul suo futuro. Tratti come questi, spesso presenti nel genere, vengono qui in parte rivisitati per dar loro una nuova luce, evitando così di cadere nel banale. Adam non è l’unico “prescelto”, per esempio; come lui, anche altri personeggi sono coinvolti in prima linea negli eventi soprannaturali, prima fra tutti la co-protagonista, Nina.

Nina è un altro personaggio riuscito. Oserei dire “il più” riuscito: ragazza sveglia e decisa, si trova in una situazione incontrollabile che tenta di controllare comunque a tutti i costi, cercando le giuste risposte e facendo le giuste domande. Ha anche dei punti grigi, che forse per questo me l’hanno resa ancora più vicina rispetto ad Adam, durante la lettura.

Come i due protagonisti a tutti gli effetti, anche la schiera di personaggi secondari e comparse è ben gestita e spesso sorprendente, fulcro di colpi di scena che spingono il lettore al tentativo di unire i puntini e trovare la soluzione ai vari misteri.


Certo, a tratti si incappa in qualche spiegazione di troppo. Non mi riferisco alle premesse della storia o alle dinamiche soprannaturali – che per forza di cose devono essere raccontate al lettore –, ma ai sentimenti e alle emozioni dei personaggi. Mentre molto può – e deve – essere spiegato, in alcuni casi al lettore dev’essere lasciata la possibilità di percepire e sentire.

Un esempio pratico mi costringe a fare un piccolo SPOILER, quindi consiglio a chiunque voglia leggere il romanzo senza neanche un’anticipazione di saltare alla fine di questo paragrafo.
 Il legame fra Adam e Nina, all’inizio, mi ha piacevolmente sorpresa; vista l’introduzione dei personaggi, avevo subito dato per scontato sarebbero finiti insieme e, quando così non è stato e il loro rapporto è virato verso l’amicizia, mi sono ritrovata completamente rapita dalla scelta e dall’abilità nel raccontarla.
 Peccato che poi Adam inizi a provare emozioni che hanno del romantico e proprio queste emozioni sono più raccontate che mostrate, finendo per appiattire forse un po’ quella che era una dinamica con potenzialità innovative. Per questo motivo, più che per altri, il punteggio della voce “ship” che tanto caratterizza il The Bitchy Book Club non sarà alto.

Motivo per cui non è a zero, invece, è il modo in cui l’autrice ha saputo comunicare quello che Richard – Rick – prova per Adam: un misto di ossessione e affetto, volontà di controllo e desiderio di essere seguito spontaneamente. Anche Adam, poi, si rapporta a Rick in modi molto diversi rispetto a Nina: con il primo vincono le emozioni e le sensazioni, con la seconda – come dicevo – pare quasi che tutto sia filtrato dalla volontà di spiegare.

Nonostante questo dettaglio, il romanzo resta un ottimo young adult che consiglio agli appassionati del genere prima di tutto, ma anche a chi è in cerca di una storia di formazione avventurosa e a tratti fantastica, fra il sogno e il percorso che un po’ tutti compiamo per diventare adulti.


(Grazie all’autrice Caitlyn Coral per averci fornito una copia del libro in cambio di una recensione sincera)




Ship level



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Recensione di
http://thebitchybookclub.blogspot.com/search/label/Donnie

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