martedì 8 maggio 2018

Recensione: "Non giurar per la luna" di Angela Longobardi



Trama

Nel Regno Invisibile di Sereelia, il Primo Erede di ogni congrega ha il dovere di diventare il leader della propria città appena compiuti vent'anni; ma non prima di aver contratto matrimonio per assicurare a sua volta un Erede per la congrega.

Rae e Julian sono gli ultimi Primi Eredi della loro generazione a non aver ancora preso il comando della propria città, nonostante abbiano superato i vent'anni da un po'. La Regina non può più aspettare che trovino il vero amore, ordina che si sposino e trovino il modo di guidare insieme le loro congreghe, sebbene un matrimonio tra due Primi Eredi non sia mai accaduto.

Uno è tra le streghe più deboli dell'isola, l'altro tra le più potenti. Riusciranno a trovare un compromesso?

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Recensione


Ogni volta che vedo un fantasy italiano con una trama dagli spunti promettenti e originali, subito mi sale l’hype. Quindi, dopo aver a dir poco adorato il primo libro dell’autrice, “I segreti tra di noi”, aver ricevuto una copia pre-uscita di questa sua nuova fatica mi ha fatto fare i salti di felicità (anzi mi perdoni l’autrice per arrivare con la recensione solo a Maggio Mai - literally! - ma si sa, Vita Vera and all that jazz 😊 ).

Ma venendo a noi. Pur cambiando il genere, e passando cioè dallo young adult al fantasy, è stato piacevole vedere che anche "Non giurar per la luna" mantiene un po’ quella sorta di commistione di generi che tanto mi era piaciuta nell’altra opera; in particolare qui, nonostante lo sfondo fantasy, la mia impressione è stata quella di una storia un po’ un misto tra la romance e tematiche da romanzo di formazione.

Il protagonista Rae, infatti, è un ragazzo di ventuno anni dolce, sensibile, e pieno di insicurezze a causa del suo status come "la strega più debole dell'isola", un'etichetta a cui sembra essersi rassegnato e per la quale si è convinto di non poter pretendere più di tanto da chi lo circonda. Pur essendo molto lontano dai protagonisti più "tormentati" che apprezzo di solito, e a dispetto di una certa ingenuità di fondo, devo dire che Rae mi ha conquistata fin da subito. La sua voce narrante fa empatizzare molto con le sue debolezze ma senza mai scadere nel rischio di renderle pesanti, grazie soprattutto a un certo senso dell’humor e all’auto-ironia che usa per sfogare le proprie insicurezze. Ho adorato il suo percorso di crescita, il modo in cui arriva a credere in se stesso scoprendo cose di sé che non aveva mai sospettato.

“Sei una forza della natura”

(❤️).

La sua controparte in questo percorso, Julian, è invece il suo esatto opposto, in quanto strega potentissima e molto sicuro di sé. Anche se Rae se ne innamora subito, personalmente Julian non sono riuscita ad inquadrarlo molto bene, trovando la sua personalità meno definita rispetto agli altri personaggi. Da una parte, forse ciò è dovuto al fatto di non avere a disposizione un suo punto di vista e di poterlo quindi osservare solo attraverso gli occhi di Rae, però è anche vero che lo stesso si potrebbe dire dei personaggi comprimari, Kayla e Roan in particolare, che invece ho trovato molto riusciti. Tanto che una menzione in particolare deve andare proprio a Kayla, il personaggio femminile con più rilevanza all’interno del libro. Anche se Kayla potrebbe sembrare in apparenza la tipica ragazza bitchy arrogante e viziata, si rivela invece uno dei personaggi più umani e sfaccettati. La sua dinamica con Roan, pur essendo secondaria, è stata una delle cose che più mi ha appassionato e incuriosito, a tratti perfino di più di quella tra Rae e Julian.

Ci sono alcuni aspetti della storia, in particolare del contesto sociale e del world-building, che mi sarebbe piaciuto vedere più approfonditi attraverso un po’ più di “show don’t tell” (per esempio, anche se si parla del matrimonio combinato come mezzo per responsabilizzare i futuri eredi, nei fatti non li vediamo spesso, a parte forse che per un episodio, alle prese pratiche con le responsabilità e le dinamiche che comporta la loro posizione), ma nel complesso rimane lo stesso una lettura con un contesto interessante e diverso dal solito, e che, a dispetto della sua lunghezza, si fa divorare in fretta grazie soprattutto allo stile dell’autrice, sempre molto scorrevole.

Credo che ci sia ancora molto da esplorare del mondo di Sereelia, e sapendo che manca ancora un libro alla conclusione della storia, non vedo l’ora di poterlo fare.

(Grazie all’autrice Angela Longobardi per averci fornito una copia del libro in cambio di una recensione sincera).



Ship level


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Recensione di


2 commenti:

  1. Grazie infinite per la bellissima recensione, sono davvero contenta ti sia piaciuto e spero che il secondo risolva tutti i tuoi dubbi! <3

    PS: posso rubare l'aesthetic? v.v''

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    1. Certo! <3 Se vuoi te la mando in risoluzione più alta, che dal blog mi sa che è piccina

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