martedì 3 ottobre 2017

Recensione: "I segreti tra di noi" di Angela Longobardi


Trama


In un qualunque paesino in un punto imprecisato dell'Italia, una ragazza scompare senza lasciare tracce. Le persone in paese dicono che sia morta e durante la notte di Halloween cinque ragazzi tentano di contattarla tramite una seduta spiritica. Non si aspettano che risponda, ma invece lo fa, costringendoli ad affrontare le conseguenze del loro gesto e, nel mentre, confessare tutti i segreti tra di loro.

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Recensione

Partiamo dal grande protagonista di questa storia, i segreti. Fin dall’inizio l’autrice ha svolto un ottimo lavoro nel solleticare la curiosità del lettore, lasciato lì a domandarsi che cos’è che tutte queste persone si nascondono l’uno con l’altro.

Perché è così importante? E quanto può essere grave per impedire a degli adolescenti di portare avanti le proprie relazioni, la propria vita?

La questione si fa via via sempre più accattivante, fino a diventare quasi frustrante, perché la shipper che è in me scalpitava per vedere realizzarsi queste coppie, costruite benissimo, con delicatezza.

Un aspetto che scalda il cuore è come Rebecca e Guadalupe si muovessero in punta di piedi in presenza di Levi e Marco, proprio come se dovessero fisicamente alleggerire il peso di quei segreti.

Segreti che, quando si scoprono, ci si rende conto di quanto sia tutto relativo, di come qualcosa che può sembrare superficiale dall’esterno sia invece molto, molto più grande e complicato dall’interno.

Quindi sì, come avrete sapientemente intuito, il secondo grande punto di questo romanzo sono le relazioni tra i personaggi. Che siano rapporti fraterni o amorosi, si sente palpabile il legame che li tiene tutti insieme. Quello tra Levi e Irene mi ha colpito perché di solito si è più abituati al classico rapporto fratello-fratello (o forse sono io che leggo/vedo solo cose con quel trope). E l’autrice ha davvero fatto centro, dipingendo le tipiche diversità dettate dalla differenza di età, ma tenendoli comunque legati da una comprensione reciproca genuina.

Levi e Marco a volte sono un po’ a cavallo con lo slash, ma se io, una slasher dipendente, non sono caduta dall’altra parte e li ho visti soltanto come migliori amici, significa davvero tanto. Inizialmente ho trovato difficile immedesimarmi con loro due, perché sono dei cavalieri buoni, ma in realtà è ottimo che per una volta ci siano delle figure maschili positive, invece del solito Bello e Dannato TM.

Su Rebecca e Guadalupe vale leggermente lo stesso discorso sullo slash, che di nuovo non è capitato, l’autrice mi ha tenuta dall’altra parte della barricata nonostante la lancetta rossa del mio gay radar (okay, va bene, lancetta arcobaleno) facesse delle pericolose virate verso l’alto. Ma solo di tanto in tanto, e solo all’inizio; quando la storia si è più concentrata sui legami con Levi e Marco, la lancetta se n’è rimasta a cuccia e io mi sono beata del rapporto quasi telepatico delle due.

(Vorrei aggiungere, senza fare spoiler, che per quanto riguarda Rebecca apprezzo la scelta di descriverla più vicina al padre che alla madre. È molto più facile vedere il Padre Cattivo, in genere.)

Per l’ultimo punto di questa recensione, parliamo della trama. L’unica pecca di questo libro è l’inizio un po’ lento, tanto che è difficile immaginarsi il cambiamento improvviso che ti terrà incollata alle pagine fino alla fine.

La vicenda misteriosa di Raffaella è il grosso punto di svolta, e sono sincera, non me lo sarei aspettata dal tipo di narrazione, anche perché ho questa dannata abitudine di non leggere le trame perché voglio partire completamente da zero nella mia lettura, quindi direi che è stata una piacevole sorpresa inaspettata.

Inoltre, ho apprezzato come l’autrice abbia creato una connessione tra sovrannaturale e tecnologia in modo totalmente credibile. Non scaricherò mai App del genere sul mio telefono, sappiatelo.

In conclusione: un ottimo libro da divorare in una giornata, delicato, intrigante e piacevole.


 

 Ship Level



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Recensione di

https://thebitchybookclub.blogspot.be/search/label/Anathema

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