giovedì 5 ottobre 2017

Recensione: "C'era una volta a New York" di Cecile Bertod









Casa editrice: Newton Compton Editori

Pagine: 287

Prezzo: 10,00 euro (cartaceo) / 6,99 euro (ebook)

Data di uscita: 5 ottobre 2017

Genere: Storico, Romance







 

----------------------------------------------------------------------

 

Trama


Parigi. Fin da bambina Sophie ha sognato di sposare un nobiluomo con una rendita sufficiente a garantirle il tipo di vita a cui è stata abituata: circoli esclusivi, vestiti d’alta moda, serate di gala. Ma, malgrado l’indiscutibile fascino, non è ancora riuscita a realizzare il suo proposito e, alla soglia dei ventotto anni, sa di non avere più molto tempo a disposizione. Alric, per quanto vecchio e terribilmente noioso, potrebbe rappresentare l’ultima possibilità per sistemarsi e così, una mattina, Sophie indossa il suo abito migliore e lo raggiunge, decisa ad accettare la sua proposta. C’è però una cosa che Sophie non ha previsto: il suo nome è Xavier. Un piccolo-borghese mai visto prima che irrompe nel salotto di rue d’Orsel deciso a infangare il suo buon nome. Xavier sostiene che Sophie non sia affatto la donna che vuol far credere, ma anzi, che un tempo sia stata la sua amante e ora gli nasconda suo figlio. Xavier non intende lasciarla andare prima di averlo ritrovato. Sotto lo sguardo sgomento di Alric, Sophie viene trascinata via e condotta su una nave che salpa per New York. E da quel momento inizia la sua sorprendente avventura…

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Recensione



Ci sono periodi in cui mi è davvero difficile entrare in sintonia con i libri che mi capita di leggere. Ne comincio alcuni, ne abbandono alle prime pagine molti ed evito di proseguire quelli che penso possano davvero piacermi se letti in momenti della mia vita meno condizionati da eventi e situazioni che rendono anche il tempo da dedicare alla lettura difficile da apprezzare fino in fondo.
Le ultime settimane rientravano in questa ultima categoria. Ho iniziato diverse storie, lasciandone da parte alcune e arrivando a fatica alla fine di altre, ripromettendomi di non esprimere giudizi definitivi che sarebbero stati viziati da uno stato d’animo che ben poco spazio avrebbe lasciato anche solo al desiderio di essere il più obiettiva possibile.
Anche i periodi più oscuri, però, sono destinati a finire. Succede sempre, anche quando ormai sei sul punto di perdere la speranza. Un post su Facebook, la possibilità di partecipare a un blog tour organizzato per l’uscita di un nuovo libro ed ecco che si inizia a intravedere un cambiamento, ancora distante ma in rapido avvicinamento.

Il libro è uno di quelli che attendevo con più ansia, un chick lit storico come pochi se ne trovano nel pur popolatissimo mondo delle pubblicazioni di questi ultimi tempi. E l’autrice è una di quelle che riescono a sorprenderti sempre, pur rimanendo fedele a se stessa e a uno stile che riconosci come suo fin dalle prime righe. Leggere una sua storia è un po’ come ritrovare la via di un luogo caro che hai amato e in cui sogni di tornare non appena sei costretto a partire.
E un libro firmato da Cecile Bertod era esattamente ciò di cui avevo bisogno per porre fine a quel periodo di amore/odio con la lettura.

Uno degli aspetti che ho sempre amato della sua scrittura, oltre allo stile elegante che mai scade nella pedanteria e alla capacità di donare un invidiabile ritmo narrativo alle sue storie, è il coraggio di osare nella caratterizzazione dei suoi personaggi, in particolare di quelli femminili.
Sophie non è una donna scritta con l’intento di essere amata fin dall’inizio. Qualcuno potrebbe perfino arrivare a giudicare negativamente certe sue convinzioni e atteggiamenti. È una donna che non chiede al lettore di adorarla, chiede di accompagnarla in un viaggio che la porterà alla riscoperta di sé, un percorso di crescita che la condurrà lontana da un futuro che aveva pianificato e che le viene strappato via all’improvviso. Non è una fanciulla in pericolo che cede alla prima difficoltà, lotta per conquistare ciò che desidera e non teme di affidarsi al proprio istinto anche quando la razionalità e la prudenza consiglierebbero di agire diversamente.
Sophie non implora di essere amata, ma non si può fare a meno di seguire con un sorriso affettuoso questo suo viaggio verso il Nuovo mondo, insieme a un uomo che rappresenta quanto di più distante potesse esserci nei sogni di questa giovane contessa decisa a ricoprire il ruolo che le spetta nella società che l’ha plasmata.
Xavier irrompe nella vita di Sophie all’improvviso, sradicandola dalla vita a cui lei era convinta di essere destinata. Un rapporto burrascoso, quello che si instaura tra i due, nel quale lei riscopre la libertà di poter dare voce ai propri pensieri senza il timore di doversi trattenere, per non danneggiare l’immagine che ha costruito di sé e che desidera mostrare al mondo. Xavier riesce, giorno dopo giorno, a vedere oltre la maschera che lei si impone di indossare, la provoca e la spinge a mostrare la vera Sophie, quella che si nasconde, avvolta da abiti d’alta moda, dietro sogni di un matrimonio di convenienza in cui l’amore non sembra destinato a ricoprire alcun ruolo.

«Questo è oltremodo ridicolo!», reagì lei, scuotendo il capo. «Cosa sperate di ottenere?»
«Molto più di quanto possiate offrirmi voi», le garantì, ma un paio di colpi alla porta interruppero la discussione e Xavier rivolse lo sguardo altrove. «Sarà la cena», suppose sovrappensiero, poi sembrò riscuotersi. Si chinò su di lei, si accostò distrattamente al suo viso e per la prima volta Sophie poté osservarlo da vicino. Aveva grandi occhi verdi, labbra carnose e il mento coperto da un sottile strato di barba scura. Ciocche di capelli corvini sfuggivano alla coda e ricadevano disordinati sulla fronte. Da quella distanza era impossibile evitarlo, poteva avvertirne il profumo: una colonia dozzinale mista all’odore di sigaro bruciato. Avrebbe dovuto infastidirla eppure non fu così. Lo trovò addirittura… piacevole.
«Cos’altro volete, ancora?», gli domandò, brusca, quando si rese conto che la vicinanza tra loro era davvero inaccettabile. Tirandosi indietro, per quanto le corde glielo consentissero, Sophie sfidò il suo sguardo senza lasciarsi sopraffare. «Toglietevi subito di dosso!».
Xavier le si avvicinò ancora e d’un tratto furono così vicini che sarebbe bastato anche un respiro a farli sfiorare. «Non dite sul serio».
A Sophie si strinse lo stomaco e non sapeva se dalla rabbia o da chissà cos’altro. «Ho detto…».
«Sì, vi ho sentita», le mormorò. Sorrise, sfrontato. Poi con voce roca, indugiando sulle sue labbra, le sussurrò: «Perdonatemi, Sophie, ma devo proprio farvi questo».


È sempre difficile consigliare ad altri cosa leggere, ci sono troppo aspetti di cui dover tenere conto. Magari amate leggere soltanto romance contemporanei e potreste essere tentati di rinunciare a dare una possibilità a un libro storico. O forse credete, sbagliando in questo caso specifico, che uno storico segua regole stilistiche e di caratterizzazione dei personaggi che pensate di non apprezzare.
Vi consiglio la lettura di C’era una volta a New York se amate le storie in cui le emozioni e i sentimenti vengono trattati con un garbo d’altri tempi, lontano dagli eccessi che spesso capita di ritrovare nelle pubblicazioni contemporanee, con uno stile che – pur adattandosi all’ambientazione del racconto – non mina mai la scorrevolezza del testo, con personaggi che non saranno stati scritti con l’intento di farvi dichiarare loro amore eterno fin dalle prime righe ma che, pagina dopo pagina, riusciranno a coinvolgervi e ad appassionarvi.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Recensione di






Nessun commento:

Posta un commento