lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: "Absence. Il gioco dei quattro" di Chiara Panzuti


Trama


Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?
La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Recensione


Absence è un libro che mi ha lasciata molto combattuta, arrivata alla fine, sul parere da dare. Mi è piaciuto, non mi è piaciuto, facciamo una via di mezzo? La storia è molto carina, con una premessa diversa dal solito e scritta in uno stile molto piacevole; ed è bello vedere affacciarsi sul mercato un fantasy italiano (anche se qui siamo forse più nel genere sci-fi) dagli spunti originali come questo qua.

La trama e la premessa della storia sono, senza dubbio, i maggiori punti di forza del libro. Quattro ragazzi che, da un momento all'altro, vengono strappati alle proprie vite, ritrovandosi invisibili agli occhi di chiunque e scomparsi dalla memoria di tutti i loro cari. Nessuna traccia rimasta, neanche virtuale, della loro esistenza.

È una situazione a dir poco angosciante, che viene poi subito movimentata da una sorta di “gioco” in cui i ragazzi vengono gettati per poter avere le risposte su quello che sta succedendo loro, metà caccia al tesoro e metà corsa contro il tempo. 

Il tema della storia è ben chiaro: quanto è facile, nell'epoca dell’alienazione dei social, quando lo schermo del telefonino diventa più importante di quel che ci sta attorno, diventare invisibili agli occhi nel mondo?

Forse, è perfino un po’ troppo chiaro. Adoro quando un libro (soprattutto se fantasy e/o sci-fi, che sono da sempre ottimi generi allegoria della realtà) mi porta a farmi delle domande. Un po’ meno, però, quando cerca anche di darmi le risposte. Forse, una delle pecche che ho trovato nel romanzo è proprio questa, il fatto di aver voluto calcare sul messaggio di fondo in un modo troppo deciso, a tratti ripetitivo, invece di farlo venire fuori naturalmente attraverso i personaggi e le loro vicende, lasciando che fosse il lettore a iniziare la riflessione, invece di vedersela servita già pronta dalla voce dell’autrice.

L’altra cosa che mi ha lasciato un po’ così, invece, sono stati Faith e Jared e la storia d'amore tra i due, ma riconosco che qui è davvero una questione di gusti personali. Insomma, siamo di fronte, neanche a dirlo, al più classico degli insta-love, in cui bastano poche ore e il solo fatto di essere del sesso opposto per passare subito alla fase degli occhi dolci. Ammetto che è, appunto, di fondo appunto un problema mio (io purtroppo l’insta-love non lo reggo, mi dispiace), però anche al di là di questo ho trovato le loro interazioni abbastanza forzate. Per esempio, il fatto che dopo sole poche ore dal loro primo incontro Faith già parli di lui come se lo conoscesse da una vita intera. Ho avvertito, insomma, una voglia di premere sull’acceleratore con loro, perché una romance in uno YA ci deve stare per forza. 

Scott e Christabel, invece - che, al contrario dei primi due, ho trovato shippabilissimi - rimangono purtroppo un po’ troppo sullo sfondo, relegati spesso all’unico ruolo di spalla comica.

A parte queste due cose qua, comunque, l’autrice ha un bello stile di scrittura, semplice e piacevole, e la trama è interessante, per cui il libro prede molto e si legge in un battibaleno, lasciandoti alla fine con una forte voglia di saperne di più. Mi chiedo anche, per esempio, se i prossimi saranno dal punto di vista di Faith, o se esploreranno invece di più i punti di vista di tutti e quattro i ragazzi. Non mi dispiacerebbe affatto quest’ultima opzione!

Ship Level


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Recensione di


2 commenti:

  1. Ciao! Questo romanzo mi ispira molto ;)
    Sono un nuovo iscritto e se ti va mi trovi qui https://bookscanchangeus.blogspot.com

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, grazie di seguirci! Passerò sicuramente a dare un'occhiata al tuo blog ;)
      Se poi leggerai il libro, fammi sapere!

      Elimina