giovedì 19 ottobre 2017

Narrare significa scegliere




Quando abbiamo pensato di inserire questa rubrica di scrittura nel blog, ci siamo ripromesse di far sì che diventasse una sorta di finestra aperta sul mondo della scrittura, un luogo in cui poter condividere esperienze e consigli. Non staremo qui a dirvi cosa dovreste o non dovreste fare, non sta a noi stabilire le regole del gioco, ovviamente. Vi racconteremo cosa abbiamo imparato nel corso degli anni che abbiamo dedicato alla scrittura, condivideremo con voi ciò che per noi ha funzionato nella speranza che possa esservi di aiuto e che serva, magari, come spunto di riflessione e di confronto.

Dopo questa premessa, è il momento di giungere alla ragione ultima di questo primo articolo, ossia iniziare a parlare di scrittura e, nel caso specifico, di come si arriva alla stesura di un romanzo.
Abbiamo pensato di partire proprio dall’inizio, da quel primo istante in cui un’idea comincia a installarsi nella mente di uno scrittore (o aspirante tale) e, giorno dopo giorno, si amplia fino ad assumere i contorni di personaggi che si muovono e parlano tra i nostri pensieri, dando vita a relazioni e azioni che – se siamo fortunati – ci appassionano e ci coinvolgono fino a pensare che, magari, potrebbe trasformarsi in una buona storia da condividere anche con qualcun altro.


Questa idea non è altro che una premessa, frutto di ispirazione o di intuito; è ciò che accompagna lo scrittore per settimane, forse mesi, a volte addirittura anni, prima che questi decida di metterla per iscritto. E qui siamo giunti al primo consiglio che sento di condividere: non lasciate che questa premessa si trasformi in un’àncora. Perché se è fondamentale per iniziare a scrivere una storia, è pur vero che, spesso, procedendo con la narrazione può accadere di intraprendere percorsi che non avevamo previsto all’inizio, guidati dall’evoluzione dei personaggi e degli eventi che li riguardano.

Ciò che all’inizio non avevamo previsto può trasformarsi proprio in ciò di cui la nostra storia aveva bisogno per il suo evolversi naturale e coerente. Il segreto è riuscire a trovare il modo per continuare a rinnovare la propria ispirazione, non obbligarsi a restare ancorati a quella premessa iniziale. Iniziare a scrivere una storia non è difficile, lo è continuare a scriverla e riuscire ad arrivare alla fine.

Ora, avete spiato abbastanza nella vostra mente i personaggi che animano la storia e siete convinti che potrebbe essere arrivato il momento di scrivere.  Tutto ciò che abbiamo osservato in quei personaggi dovrà finire tra le pagine che scriveremo? La risposta è no. Perché narrare significa principalmente scegliere.

Una trama, infatti, non è altro che la scelta di eventi tratti dalle storie esistenziali dei personaggi. Per creare una trama bisogna muoversi nella storia e scegliere la via giusta per condurre i personaggi verso il cambiamento definitivo che li aspetta alla fine del loro percorso, risultato dell’evoluzione che li vedrà protagonisti con il procedere della storia.

La struttura di un romanzo non è altro che la scelta di questi eventi: cambiamenti nella situazione esistenziale del personaggio, sistemati in un ordine scelto per causare determinate emozioni ed esprimere una data visione della vita.

Conoscete i vostri personaggi, sapete tutto sul loro passato, su ciò che amano o odiano, su ciò in cui credono e per cui sarebbero disposti a lottare. Avete un’intera vita in cui scovare ciò di cui avete bisogno per dar forma a una storia che sia appassionante, ma che deve soprattutto essere coerente e seguire le regole che avete stabilito per il mondo che vi apprestate a raccontare.

Ogni scena del romanzo (che potrebbe costituire un intero capitolo o parte di esso) è un evento della storia. Se non c’è alcun tipo di cambiamento in essa, la scena non è necessaria alla storia. Potete tenerla comunque, ovviamente, ma il segreto per una storia che proceda con un ritmo narrativo incalzante e che tenga il lettore avvinto alle vostre pagine sta nel riuscire a non annoiarlo, a non lasciarlo pensare “per carità, bellissima descrizione, bellissimo dialogo… ma a cosa è servito?”.
Ogni frase di dialogo o ogni riga di una descrizione dovrebbe servire a modificare il comportamento e l’azione di un personaggio, o a preparare le condizioni per il cambiamento.

Non vi innamorate di ciò che scrivete. O meglio, potete adorare ogni singola parola che vi ritroverete a scrivere, ma siate consapevoli che tutto ciò che non è strettamente necessario alla storia rischia di dover essere tagliato ed escluso.

Diciamo che in questo caso vale il consiglio che tutti i lettori o gli spettatori della serie letteraria e televisiva di Game of Thrones danno a chi si avvicina a essa per la prima volta: “Non affezionarti a nessun personaggio”. Il motivo è presto detto: più lo ami, più soffrirai quando arriverà il momento della loro morte.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Articolo a cura di



2 commenti:

  1. "Iniziare a scrivere una storia non è difficile, lo è continuare a scriverla e riuscire ad arrivare alla fine."
    Quanto. È. Vero.
    Bellissimo pezzo e consigli molto validi!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Donnie. Credo che, a volte, aiuti scoprire che anche altri vivono le tue stesse ansie e difficoltà, soprattutto quando si ha a che fare con la scrittura. Trovare degli ostacoli lungo il cammino è normale, l'importante è capire come superarli. Se possiamo offrire qualche consiglio e un minimo di conforto in questo, direi che siamo già a buon punto. - Ecate

      Elimina