domenica 15 gennaio 2017

Recensione: "La misura della felicità" di Gabrielle Zevin

Una storia di rinascita ma, soprattutto, un inno all'amore per i libri. 



"La misura della felicità" di Gabrielle Zevin



Titolo originale: The Storied Life of A.J. Fikry
Editore: Nord
Data di uscita: 19 giugno 2014
Cartaceo: 8,42 | Ebook (Kindle): 6,99
Pagine: 308
Genere: Narrativa

 

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Trama

 


Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi».
Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata.
Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…

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Recensione



Un inno ai libri, questa è la definizione alla quale molti ricorrono per descrivere La misura della felicità. E lo è, ma è anche molto di più. Perché, come spesso accade, la trama e i protagonisti finiscono per incarnare idee e tematiche più ampie e, in un certo senso, indefinibili. L'amore per i libri permea ogni pagina di questo romanzo e ci guida nell'esplorazione dell'umanità dei vari personaggi, che rappresentano le diverse tipologie di lettori. La lettura e la necessità di confrontarsi e discutere si rivelano essere il motore del racconto, oltre che la chiave per comprendere tutti coloro che si muovono sulla scena.

Potrei descrivervi gli eventi, le parole o i gesti di ognuno di loro e finirei comunque per tralasciare quello che, per me, è il cuore della storia.
Sì, è anche la rinascita di un uomo che si riscopre capace di amare e di lasciarsi amare.
È, in fondo, anche la rinascita di un'intera cittadina che ritrova in una piccola libreria la propria identità, il punto da cui ripartire per ricostruire una comunità disposta a sostenersi e a comprendere la fragilità altrui, rispondendo a essa non con indifferenza o disprezzo ma con tenerezza e solidarietà.
Attraverso i libri, i personaggi riscoprono se stessi e imparano a comprendere il prossimo.
Una buona storia è quella che svela la verità di ciò a cui spesso si tende a non prestare attenzione, troppo presi da tante altre riflessioni su tutto quello che ci circonda e da ciò che molti indicano con vita “reale”, quasi a voler separare il tempo dedicato alle proprie passioni da quello investito in cose davvero utili. Non ho mai amato questa distinzione, perché considero il tempo dedicato alla lettura e a tutto ciò che mi appassiona tanto importante quanto lo è mangiare, dormire, studiare e lavorare.

Questo libro mi ha permesso di riflettere su quanto ci sia di intimo nel consigliare a un'altra persona un libro, ma lo stesso accade con una canzone, un film o una serie televisiva. Ogni storia racchiude l'anima di chi l'ha scritta e quelle di tutti coloro che hanno dedicato a essa il proprio tempo e, mettendo in gioco il proprio vissuto, hanno contribuito a dare nuova vita a personaggi che finiscono per essere, allo stesso tempo, uguali e sempre diversi da quelli che erano prima.
Nel momento stesso in cui consigliamo a un altro di leggere un libro che abbiamo amato, gli stiamo offrendo anche la chiave per conoscere una parte di noi stessi: quella che si è lasciata coinvolgere ed emozionare dalla storia che desideriamo condividere con chi riteniamo in grado di accogliere e custodire la stessa scintilla.
I libri parlano di noi molto più di ciò che indossiamo o mangiamo, perché in essi rimarrà impressa la traccia di un tempo che in un istante sarà già diventato un mero ricordo, ma che potremo riassaporare ogni qualvolta leggeremo le parole che hanno catturato una parte della nostra anima.



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Recensione di


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