mercoledì 11 gennaio 2017

Recensione: "La Lettrice" di Tracy Chee


Un fantasy dalle premesse intriganti e originali, che però purtroppo non riesce del tutto a far scattare la magia.

“La lettrice" di Tracy Chee

Serie: A Sea of Ink and Gold #1

Titolo originale: The Reader
Editore: Newton Compton
Data di uscita: 10 novembre 2016
Pagine: 384
Cartaceo: 9,99 € | Ebook (Kindle): 0,99 € (offerta)
Genere: fantasy, young adult, romance

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Trama

Una terra dove i libri sono banditi. Una ragazza che non smette di lottare.

Sefia sa cosa significa dover sopravvivere. Dopo che il padre è stato brutalmente ucciso, è fuggita con la misteriosa zia Nin, che le ha insegnato a cacciare, seguire le impronte e rubare. Ma quando Nin viene rapita, Sefia rimane completamente sola. L’unico indizio che può aiutarla a ritrovare Nin è uno strano oggetto rettangolare che il padre ha gelosamente custodito fino al giorno della sua morte. Un manufatto mai visto prima, di cui nessuno le aveva mai parlato, perché nel mondo in cui è nata e cresciuta la lettura è un’attività proibita. Con l’aiuto di questo libro e di un ragazzo che nasconde oscuri segreti, Sefia cercherà di salvare la zia Nin e scoprire che cosa sia realmente accaduto il giorno in cui suo padre è stato ucciso. Con un meraviglioso alternarsi di storie di pirati, duelli di cappa e spada e assassini spietati, La lettrice è un’avventura raccontata in modo magistrale da uno straordinario nuovo talento.

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Recensione


Queste sono forse le due stelline e mezzo più combattute che io abbia mai dato. Le sento quasi come una sconfitta, perché davvero avrei voluto adorare questo libro. Ho adocchiato La lettrice da ancora prima che ne venisse annunciata la sua uscita italiana, attirata dalla meravigliosa copertina dell’edizione in lingua originale, dal titolo, dalla trama, e dall’idea di un mondo che è il sogno a occhi aperti di ogni persona divoratrice di libri, ovvero un mondo dove leggere è una forma di magia. Per non parlare del fatto che un po’ mi dispiace partire subito con una recensione bitchy proprio all’inizio dell'anno.

La verità però è che leggere questo libro è stata un’agonia.

Non è che sia brutto brutto o scritto male in sé per sé. Ha delle ottime premesse, un’ambientazione fantasy originale e diversa dal solito, un buon stile di scrittura. Ma nonostante La Lettrice abbia, in teoria, tutte le carte in regola per piacere a ogni appassionato di fantasy (pirati!  assassini! misteri! cattivi spietati sulle tracce della protagonista …) ciò che per me è mancato è stato proprio … la magia.

Non la magia degli incantesimi e degli eventi sovrannaturali, ma la magia vera, quella sacra che si instaura tra un lettore e le pagine che ha tra le mani, quando un libro riesce a trascinarti dentro gli avvenimenti e le emozioni dei personaggi, facendoti girare febbrilmente una pagina dopo l’altra. In questo caso, invece, più che girare pagine avevo l’impressione di trascinarmi stancamente da una all’altra. Insomma, a dispetto di tutte le sue avvincenti premesse … io ho trovato questo libro di una noia mortale.

Tanto per cominciare è lento. Molto lento. Ma non è neanche questo il vero problema. Ho letto molti libri con una narrazione lenta che però mi hanno tenuta incollata alle pagine, catapultandomi dentro al loro mondo e facendomi affezionare subito ai personaggi. Qui, invece, arrivata oltre la metà, ancora non avevo bene idea di cosa stesse succedendo, di quale fosse il vero senso di tutto ciò e, soprattutto, del perché dovesse fregarmene qualcosa. In particolare, ho trovato parecchio frustrante la continua introduzione di nuovi POV e personaggi quando già mi importava poco di quelli in scena, figuriamoci di quelli nuovi.

Poi si sa, quando un libro non prende, si iniziano a trovare difetti anche dove uno altrimenti non ci farebbe caso.

 A partire da Sefia, la protagonista, che è un po’ una wannabe Katniss Everdeen, dura dal cuore d’oro, ma che di Katniss non ha né la memorabilità né la complessità. Anche perché, a dispetto di tutta la sua presunta badassagine, io lo dico: Sefia a volte è un po’ una lagna.
SPOILER WARNING

Forse sono io che più invecchio più divento cinica, però andiamo, c’era davvero bisogno di riempire pagine intere con i suoi sensi di colpa perché, per sbaglio e in legittima difesa, senza neanche farlo apposta, ha ucciso uno dei cattivi che stava per ammazzarla?
Voglio dire, capisco lo shock e capisco il fatto di essere rimasta molto scossa dalla situazione. Quello che non capisco è questo:

Sefia iniziò a chiedersi cosa avrebbe fatto Palo Kanta nel locale. Avrebbe bevuto, probabilmente. Ma che altro? Avrebbe riso? Raccontato qualche barzelletta ai suoi amici?

… Quando gli “amici" di tale Palo Kanta, che lei ha inavvertitamente ucciso, sono una banda di viscidi assassini senza scrupoli che rapiscono ragazzi innocenti, uccidono le loro famiglie, e li costringono a farsi a pezzi tra di loro - e anche lui non era da meno. 

FINE SPOILER WARNING

In generale, la sensazione che sia Sefia che il resto del libro mi hanno dato è quella di uno “scollamento" di fondo tra quello che l’autrice vorrebbe far passare (pericolo, brutalità, intrighi), e il buonismo piatto in cui poi le cose vengono annegate. E’ come se avesse voluto mettere in scena un mondo violento e brutale, ma poi abbia avuto paura di andare fino in fondo per non urtare la delicata sensibilità di chi legge, sopratutto quando si tratta dei “buoni".

Per esempio. Quella che in teoria dovrebbe essere una temibile assassina minaccia un’altra, in teoria, temibile assassina con queste parole:

“… se non riesci a fare a meno di sembrare un asino poco lungimirante ogni volta che apri la bocca, ti rispedirò al Ramo Principale e lascerò che gli Amministratori ti domino, da ciuco selvaggio quale sei.”

Ramo Principale e Amministratori? Non ho capito, dovrebbe far paura? Dai, su, è come dire a qualcuno che se non si comporta bene lo mandi a pagare le bollette alla Poste - prospettiva in effetti a suo modo spaventosa, ma insomma … ridatemi Arobynn Hamel e poi ne riparliamo.

Peccato, perché l’idea buona c’era, però io l'ho trovato troppo piatto e noioso per sentirmela di consigliarlo a chi da un fantasy cerca avventura, azione, e emozione.



Livello "Ship"




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Recensione di


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