sabato 10 dicembre 2016

Recensione: "Ti odio, anzi no ti amo!" di Sally Thorne


Ennesimo chick lit senza infamia, senza lode, senza originalità.

"Ti odio, anzi no ti amo!" di Sally Thorne

Titolo originale: The Hating Game
Editore: HarperCollins Italia
Data di uscita: 13 ottobre 2016
Pagine: 288
Cartaceo: 12.67 € | Ebook (Kindle): 5,99 €
Genere: Romance


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Trama


Lucy Hutton è convinta che l'impiegata modello si becchi, prima o poi, l'ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C'è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde... meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell'orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull'odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un'innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

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Se The Hating Game fosse una persona e le potessi parlare, penso che le prenderei la mano e le direi: “THG, non sei tu, sono io. Cioè, in realtà sei anche un po’ tu, ma perlopiù sono io. THG, sono certa che un giorno troverai una lettrice che ti amerà alla follia e che ti apprezzerà come (forse?) meriti, ma quella lettrice non sono io. Scusami, THG. Spero che potremo rimanere amici comunque.”



Come avrete intuito, non è scattato l’idillio tra la sottoscritta e questo romanzo.
Primo problema: moi.



È un periodo che non sono nel modo più assoluto dell’umore per leggere chick lit e mai, ma proprio mai si dovrebbe leggere contro il proprio umore: è un errore da dilettanti. Motivo per cui lo dico subito, è probabile che sia più acida e rompipalle del dovuto.


Il secondo problema… Il secondo problema sarebbe la trama, ma in realtà, se ci penso bene, sono ancora io: perché sì, l’ho trovato davvero poco originale, però diciamocelo, il chick lit di per sé è un genere piuttosto stereotipato e ripetitivo. Cosa mi aspettavo in effetti? C’è anche da dire, tuttavia, che uno scrittore, se è particolarmente bravo, può prendere gli stereotipi e i luoghi comuni di un genere letterario e utilizzarli in maniera diversa e personale: ehi, tutta la commedia latina è basato su questo principio, non sto mica dicendo pizza, fichi e banane, no?! E no, non sto dicendo che questo libro avrebbe dovuto assurgere a uno status di classicità, però dai… Si poteva fare di meglio.

E passiamo quindi al terzo problema. Il presupposto di tutto il romanzo è subito un topos del romanzo rosa: la relazione amore/odio. Non so voi, ma di solito io amo una bella relazione amore/odio, sono spesso le più divertenti da leggere. I battibecchi, la tensione, l’attrazione negata… Per favore. Sono shipper patentata con esperienza decennale: questo è il mio pane quotidiano.


Eppure qui, come dire in termini molto eloquenti? Eh… meh. Più che avere una dinamica romantica e brillante, ho trovato che spesso i nostri due eroi cadessero a un livello da bambini dell’asilo e che si confondesse “arguto e frizzante” con “infantile e un pizzico irritante”, che in realtà potrebbe descrivere per intero la loro relazione, specialmente all'inizio. Insomma, capiamoci: nei primi capitoli è un continuo farsi i dispetti, andare a dire alla maestra (aka le Risorse Umane) che lui/lei ha fatto quello, fare giochini idioti tipo chi distoglie lo sguardo per prima, roba che non so voi, ma io facevo con mio fratello quando avevo cinque anni, e via dicendo. Onestamente potrebbe essere solo l’acidità di cui si parlava all'inizio a parlare, ma più che godibile, ho trovato il tutto piuttosto fastidioso.


Quarto problema: i personaggi. Allora, la nostra Lei è la classica protagonista da chick lit, la finta sfigata che in realtà è figa e però deve comunque autocommiserarsi perché “Ommioddio, se dico che sono sfigata i lettori empatizzano con me a prescindere anche se non è vero, geniale!” e ugh, quanto è irritante come stereotipo?! Insomma, parliamone. Il suo unico difetto, ammesso che lo si possa considerare tale, è che è bassa: per il resto è magra e bella e super-hot (PICCOLO SPOILER ALERT: c’è una scena in cui fa venire a lui un’erezione nel bel mezzo dell’ufficio solo mettendosi un vestito un po’ più striminzito del solito e facendo la gattamorta. Se sentite un vortice di aria, non temete, non è un tornado, sono i miei occhi che ruotano a pala di elicottero FINE PICCOLO SPOILER) ha un bel lavoro con una capa che l’adora, gente che spasima per lei, voglio dire, tipa… Ma che cazzo vuoi?!


E poi c’è Lui, altro stereotipo, ovvero il burbero dal cuore di panna, con quel pizzico di mania del controllo e paternalismo che tanto va di moda ultimamente tra gli eroi romantici. Chiariamoci, non raggiungiamo nemmeno lontanamente i livelli di mania di controllo da stalker di un Christian Gray o il paternalismo irritante di un Edward Cullen, ma comunque ci sono momenti in cui personalmente, al posto di lei, più che sbavargli sopra senza ritegno, gli avrei cortesemente indicato la strada più veloce per andare affanculo.


Per chiudere poi la parentesi personaggi, è vero, in un romance è normale che ci si focalizzi sui due protagonisti, però spesso c’è non so, un migliore amico o una migliore amica, un fratello, una sorella, insomma, qualche personaggio secondario che anche se ha ovviamente meno spazio, se caratterizzato bene contribuisce a rendere vivace la storia, ad arricchirla. In questo libro invece no, i personaggi secondari sono come delle sagome di cartone sullo sfondo, tanto è vero che se dovessi citarne anche solo uno ben caratterizzato che si sia ritagliato una sua fetta di storia, mi troverei seriamente in difficoltà.


Tirando quindi le somme, sempre con una certa eloquenza mi verrebbe da dire: eh… Meh. Intendiamoci, se dovessi fare un passo indietro e cercare in me un po’ di obiettività, c’è molto di peggio in giro. Ho letto roba molto più brutta, effettivamente. Non è scritto male e alla fine qualche ora te la fa passare non troppo spiacevolmente. Magari accostandosi alla lettura con meno acidume da zitella gattofila come la sottoscritta, capace anche che possa piacere. Personalmente penso che tempo un paio di mesi dimenticherò persino il vago senso di irritazione e di continuo dejà vu che ho avuto per tutto il libro e non ricorderò probabilmente neanche di averlo letto: andrà a perdersi e a confondersi con caterve di altri romanzetti rosa da spiaggia che ho letto nel corso della mia vita e che non mi hanno lasciato assolutamente nulla.

A mia discolpa, l’ho detto fin dall’inizio che sarei stata eccezionalmente acida, d’altro canto dovrò ben rendere onore al nome del blog o no?!)



[Recensione basata sulla lettura del libro in lingua originale]




Livello "Ship"



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Recensione di:

5 commenti:

  1. Questo libro mi incuriosisce tantissimo!!!
    Magari si, potrebbe anche rappresentare il solito cliché della tipica commedia romantica, ma c'è qualcosa che mi attira e vorrei capire cosa ;-)

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    1. Guarda, in realtà mi rendo conto di essere stata un po' una voce fuori dal coro per questo libro, ho letto un sacco di recensioni positive, quindi chi lo sa? Magari sono davvero io il problema XD Insomma, se decidi di leggerlo, passa a farci sapere cosa ne pensi se ti va, sarei curiosa di sentire anche altre opinioni...

      -Medea

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  2. La trama non è delle più originali ed effettivamente dalla tua recensione si capisce che c'è di meglio in giro...però per qualche ora di evasione si può fare!Messo in wish-list ;)

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    1. Assolutamente, per qualche ora di evasione è perfetto! E anche se è vero che c'è di meglio, è anche vero che c'è di molto peggio XD E davvero sarei curiosa di conoscere altri pareri (vorrei capire fino a che punto mi sono inacidita con la vecchiaia e se in realtà non era il libro il problema XD), perciò se ti capita di leggerlo e di volerci dare un'opinione... Parliamone. Noi qui siamo XD

      -Medea

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  3. Libro letto e mi è piaciuto anche se non è stato un capolavoro! Mi è servito per passare un pomeriggio noioso con qualche risata! Adoro il rapporto amore odio tra colleghi!

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