giovedì 10 novembre 2016

Where's the poet: "Amare il mondo" di Bertolt Brecht




Amare il mondo

Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.

Bertolt Brecht



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Nonostante la mia scelta per la rubrica poetica di oggi, negli ultimi giorni devo confessare che mi riesce alquanto difficile amare il mondo. In un momento in cui stanno prevalendo persone che urlano alla belva dentro di noi, risvegliandola, aizzandola, inferocendola con l’odio e nutrendola di capri espiatori e paure, mi ritrovo a pensare che viviamo davvero nel mondo imbarbarito da cui Brecht mette in guardia ed è davvero impresa ardua per me in questi ultimi tempi non sentirmi abbattuta.

Ed è proprio per questo che ho scelto questa poesia, perché è piena di speranza. Senza grandi rivoluzioni, senza violenza, senza rancore propone semplicemente di impegnarsi nel proprio piccolo, facendo del nostro meglio in un’esistenza che non è mai facile senza mai puntare con astio il dito contro gli altri che cercano come noi di barcamenarsi in una vita in cui veniamo catapultati senza paracadute o libretto di istruzioni.

Amare anzi che odiare: fino a poco tempo fa avrei detto che era forse una messaggio banale, un po’ melenso e sdolcinatamente buonista persino. Oggi invece sento il forte bisogno di affermarlo forte perché non vada perso nel laido berciare della parte più oscura dell’umanità.

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