lunedì 10 ottobre 2016

Vita da lettrice - Puntata N.2

Vita da lettrice è la rubrica che narra avventure e disavventure di chi preferirebbe perdersi in realtà parallele fatte di parole e immaginazione e invece è crudelmente costretto a vivere nel mondo vero.

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Pippo vs. Le saghe letterarie: l’epopea

Nella rubrica di oggi ci dedicheremo alla Scienza, amici, e presenteremo uno studio clinico il cui soggetto in esame sarà il mio (mal)fidato neurone Pippo, sottoposto a una situazione drammatica e di grande impatto psicologico, ben nota peraltro ai lettori moderni, in particolar modo agli appassionati di fantasy, ovvero: giungere alla fine di un romanzo super-appassionante che termina tuttavia con un cliffhanger, nella dolorosa consapevolezza che per sapere come la storia andrà a finire bisognerà aspettare il prossimo capitolo della saga. Ecco i nostri risultati.
FASE 1: REGISTRAZIONE DEL PROBLEMA
Il soggetto finisce la lettura all’ora X. Gli ci vuole un attimo per realizzare che il libro è finito, ma la storia no.
much-much-much-later
Il soggetto pare ancora ignaro di ciò che sta accadendo. La Scienza non si stupisce di ciò, considerando che il soggetto in questione ha lo stesso QI di uno scimpanzé in trip di acido che ha sbattuto violentemente la testa con conseguente trauma cranico. Gli si concede ancora qualche minuto, prima di ricorrere a metodi altamente scientifici di risensibilizzazione al mondo esterno conosciuti altresì come due schiaffoni ben piazzati al grido di “SVEGLIA! SVEGLIA! SVEGLIA!”
two-boeing
Ancora nessun segnale di comprensione. Si procede con gli schiaffoni.
EUREKA! Il soggetto finalmente comincia a rendersi conto della situazione.
FASE 2: NEGAZIONE DEL PROBLEMA
Il soggetto si rifiuta di credere alla dolorosa realtà davanti a lui, ovvero che dovrà attendere mesi e mesi prima di sapere come tutto finirà.
  • Pippo: Ahahahah *da leggersi come risata semi-isterica* ma tu pensa che disdetta, ho sicuramente un ebook difettoso a cui manca il capitolo finale, ahahahah *da leggersi come risata ormai pienamente isterica*, ora mi accingo immediatamente a risolvere questo spiacevole equivoco.
Il soggetto si scapicolla con ben poca grazia su Internet a controllare se per caso ha un epub fallato.
Spoiler alert: l’epub è perfetto, di fallato c’è solo l’intelligenza del soggetto in questione.
Si passa finalmente alla…
FASE 3: INCAZZATURA
Il soggetto, accortosi finalmente della gravità della situazione, comincia a mostrare segni di instabilità mentale:
  • Pippo: SE QUALCUNO NON MI DA’ SUBITO IL SEQUEL IO PRENDO UN LANCIAFIAMME E DO FUOCO ALL’UNIVERSO. SUBITO.
  • Medea*cercando di ragionare con lui*: Pippo, disgrazia neuronica di tutti i miei giorni, mia morte cerebrale, il sequel arriverà, però bisogna aspettare un pochino, tu capisci che…
  • CAPISCO STA GRANDISSIMA MINCHIA, INVOLUCRO A MALAPENA UMANO CHE MI CONTIENE, ESCI DALLA MODALITA’ DI INUTILITA’ CHE HAI INSERITA DI DEFAULT E PROCURAMI SUBITO IL CAZZO DI SEQUEL.
  • Medea *in modalità zen da vecchia saggia francamente un po’ irritante”: Rimembra, mia sempiterna causa di bestiale stupidità, la pazienza è la virtù dei forti!
Il soggetto con ben poco garbo indica alla povera Medea dove può mettersi la pazienza, la virtù e pure i forti, premurandosi anche di fare poco velate e molto calunniose allusioni alla professione delle sue ave, condendo il tutto con improperi di volgarità così spinta, sebbene molto fantasiosa, bisogna dargliene atto, che non ci sentiamo di riportare nel timore di denunce per offese alla morale pubblica.
FASE 4: ANCORA INCAZZATURA
Il volume del malcontento del soggetto cresce talmente a dismisura da meritare una quarta fase a sé. Medea prova a placarlo proponendo di distrarsi con un altro libro oppure un’idea da pazzi, magari provare a fare qualcosa di produttivo per se stessi e per la società come *legasp* lavorare per esempio. Si rivela una strategia altamente contro-producente.
FASE 5: DRAMA QUEEN
  • Pippo: AH, MAI DESTINO FU PIU’ ATRIO DEL MIO!
  • Medea: Inguaribile embolo di ignoranza nella mia testa, il tuo destino è un ingresso? “Atro”, non “atrio”!
  • Pippo: TACI, MIO INANE SIMBIONTE, TU NON COMPRENDI IL MIO GRANDE DOLORE E TI SOFFERMI SU INSIGNIFICANTI DETTAGLI SEMANTICI!
  • Medea: Molto opinabile la loro insignificanza, Pippo, ragione di ogni mancanza di logica e sensatezza nella mia vita.
  • Pippo: AH, EDIPO, EDIPO, IL MIO FATO E’ PIU’ TRISTE DEL TUO!
  • Medea: Ehm, più triste di scoprire che sei sposato con tua madre e finire solo, accecato e senza terra? Sei proprio convinto fino in fondo di quello che dici, Pippo?
  • AH, ODISSEO, ODISSEO, ORA FINALMENTE POSSO COMPRENDERE LA TUA SOFFERENZA!
  • La sofferenza di stare lontano dalla propria casa per vent’anni, per poi alla fine tornarci dopo aver perso ogni singolo compagno? Davvero, Pippo?
  • AH, LA SOFFERENZA, AH MOIRE SPIETATE CHE TESSETE PER ME UN FATO DI AFFLIZIONI E TERRIBILI SUPPLIZI, AH DIVINITA’ CHE IGNORATE CRUDELI LA SOFFERENZA DI NOI MORTALI… *sproloquio* *sproloquio* *sproloquio*
  • Medea: *comincia a informarsi sullo stato della ricerca in materia di trapianti di cervelli*
FASE 6: NOSTALGIA
  • Pippo *con una mano sulla fronte in posizione melodrammatica*: Ah, bozzolo informe in cui dimoro, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale…
  • Medea: Mio inguaribile difetto cognitivo, abbiamo proprio or ora massacrato la letteratura greca, possiamo almeno lasciare stare il povero Leopardi che già ha tanto sofferto?
  • Pippo *ormai in piena e inamovibile modalità melodramma*: Anche peria tra poco la speranza mia dolce…
  • Medea: Il pessimismo cosmico deve averlo teorizzato con in mente te il vecchio Giacomo, mi sa.
  • Pippo: Ah, sembra solo ieri che eravamo a pagine 203 ed eravamo così felici.
  • Medea: Sembra ieri perché era ieri, mio obbrobrioso sgorbio neuronale.
  • Pippo *imperterrito*: ah, la beata innocenza di pagina 25, ah, le pazze risate di pagina 105…
  • Medea; *fa una donazione alla ricerca per trapianti di cervelli*
FASE 7: ACCETTAZIONE
Ebbene sì. Il soggetto arriva finalmente ad accettare che per sapere come la storia andrà a finire, dovrà aspettare pazientemente; tuttavia nella sua accettazione della realtà, pare ricalcare un modello comportamentale notissimo ai luminari della psichiatria che con gergo tecnico lo definiscono “Il bambino rompicoglioni che durante un lungo viaggio chiede ogni due minuti ai genitori se sono già arrivati”:
  • Maaaa… E’ già uscito il nuovo libro?
  • No, Pippo, abbiamo finito l’ultimo ieri, ci vorrà un po’ di tempo, porta pazienza, ok?
  • Ok, ricevuto forte e chiaro.
two-boeing
  • E adesso?
  • Pippo, povero demente impazzito che governa il mio intelletto, sono passati due minuti. Ti assicuro che la situazione non è cambiata in questi centoventi secondi. Pazienza, ricordi?
  • Certo, ho capito, chiarissimo. Aspettare è la parola d’ordine.
a-little-longer
  • E ADESSO?!
  • PIPPO! TI VENDO AL PRIMO PSICOPATICO CANNIBALE MANGIATORE DI CERVELLI SE NON LA PIANTI!
  • Ok, ok, chiedo umilmente venia, non succederà più. Aspetto.
  • E ADESSO?!

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