giovedì 20 ottobre 2016

Recensione: "Victoria" di Daisy Goodwin


È un libro sui primi anni di regno di una regina, ma è anche e soprattutto la storia di una giovane donna che impara ad amare e a sentirsi amata per la prima volta nella sua vita.


"Victoria" di Daisy Goodwin


Titolo: Victoria
Editore: St. Martin's Press
Data di uscita: 6 ottobre 2016
Pagine: 352
Cartaceo: 17,97 € | Ebook (Kindle): 0,99 €
Genere: Narrativa storica, Romance

 

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Trama


Nel 1837, meno di un mese dopo il suo diciottesimo compleanno, Alexandrina Victoria – protetta, di bassa statura, e donna – divenne la Regina di Gran Bretagna e Irlanda.
Molti pensavano che fosse irragionevole: Alexandrina – Drina per la sua famiglia – aveva sempre vissuto saldamente controllata da sua madre e la sua famiglia, e di certo era troppo anonima per salire al trono. Eppure dalla morte di William IV, la giovane Regina sorprese tutti: abbandonando il suo odiato primo nome in favore di Victoria; insistendo, per la prima volta nella sua vita, per dormire in una stanza diversa da quella di sua madre; decisa sull’incontrare da sola i suoi ministri.
Uno di quei ministri, Lord Melbourne, divenne il segretario personale di Victoria. Forse sarebbe potuto diventare più di quello, se non fosse che tutti sostenevano che lei era destinata a sposare suo cugino, il Principe Albert di Saxe-Coburg e Gotha. Ma Victoria aveva conosciuto Albert da bambino e lo aveva trovato rigido e critico: di certo l’ultimo uomo che avrebbe voluto come marito…

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Recensione


Per onestà intellettuale, sono doverose alcune premesse. Victoria non è un saggio storico, è un romanzo ispirato ai primi anni di regno della regina Victoria, quindi se vi aspettate di leggere una delle sue tante biografie questo libro non fa per voi. L’autrice si è presa tutta una serie di libertà che le hanno permesso di dar vita a una storia e a personaggi che di certo non lasciano indifferenti, nonostante non siano forse del tutto storicamente accurati.
La seconda premessa riguarda il mio rapporto con questa storia e con i personaggi. Li adoro con un’intensità che ho sperimentato raramente con altri libri, per questo vi avverto già da ora che se cercate una recensione incentrata sull’analisi di incongruenze storiche quella che segue non soddisferà le vostre aspettative.

Vorrei riuscire a trovare le parole giuste per dirvi quanto io abbia amato questo romanzo. Ho contato i giorni che mi separavano dall’uscita del libro con un’ansia che ha messo a dura prova il mio povero cuore, mentre seguivo la serie tv scritta dalla stessa autrice, Daisy Goodwin, che ha lavorato contemporaneamente a entrambi i progetti. Quando ho potuto finalmente leggere Victoria erano vivide nella mia mente le immagini della serie, con Jenna Coleman nei panni della regina Victoria e Rufus Sewell in quelli di Lord Melbourne.

Come vi dicevo nella premessa iniziale, Victoria è il racconto dei primi anni di regno della regina che ha segnato un’epoca per la storia dell’Inghilterra ma non solo.
È una giovane donna vissuta fin troppo protetta da sua madre e dal suo fidato consigliere, Conroy, e solo con l’ascesa al trono termina quella che per lei è stata una lunga e dolorosa prigionia. Essere stata costretta a vivere isolata nella gabbia dorata di Kensington Palace è soltanto uno degli aspetti più tristi della vita di Victoria, perché ciò che davvero ha causato un dolore profondo nell’animo di questa giovane donna è stato l’essere continuamente oggetto di derisione e offese da parte di coloro che asserivano di avere a cuore il suo bene ma che, in realtà, in lei non vedevano altro che un mezzo per raggiungere il potere.
Victoria, però, dimostra da subito la propria forza e il coraggio di sfidare coloro che avrebbero voluto trasformarla in un mero burattino nelle loro mani. La morte del re segna l’inizio del suo regno quando lei ha solo diciotto anni, ma nonostante la giovane età Victoria è decisa nell’imporsi per percorrere la strada che la attende seguendo, per la prima volta, soltanto il proprio volere.

“Mi hanno sempre presa in giro perché sono piccola. Pensano che solo perché non sono cresciuta di statura non ho una mente matura. Conroy, Lady Flora e anche mia madre pensano ancora che sia una bambina, non una Regina. In realtà, non credono che io sia in grado di governare.”
Melbourne si fermò sul sentiero ghiaioso e si voltò a guardare Victoria. “Allora si sbagliano, madama. Non vi conosco da molto, è vero, ma ho notato in voi una dignità innata che non si può apprendere.”
“Non pensate, quindi, che io sia troppo piccola?”
“Per me, madama, siete una Regina in tutto e per tutto.”

L’incontro con Lord Melbourne segna un momento fondamentale per la crescita di Victoria, come regina e come donna. Per la prima volta, qualcuno la tratta con rispetto, attento a istruirla senza irridere la sua ignoranza su questioni che, anche a causa della vita che è stata costretta a condurre, le sono estranee. Con Lord M al suo fianco, Victoria abbandona le insicurezze e i timori del passato e, nonostante le difficoltà e gli ostacoli che incontra nei suoi primi anni di regno, trova nel suo più fidato consigliere un amico sempre pronto a schierarsi dalla sua parte, a sostenerla senza imporle il peso della sua esperienza e anche a farsi da parte quando la sua presenza rischia di danneggiare la giovane regina.

Lord Melbourne è entrato fin dalle prime pagine nel novero di quei pochissimi personaggi maschili che hanno conquistato il mio cuore, la mia anima e la mia mente e che sono riusciti a farmi commuovere fino alle lacrime, e chi mi conosce sa quanto ciò sia un evento rarissimo.
Siamo in un periodo storico (il nostro) nel quale sembrano andare sempre più di moda personaggi maschili che impongono i propri bisogni e i propri desideri alle donne che asseriscono di amare, uomini per i quali l’unica cosa che conta è ottenere ciò che vogliono e la compagna di turno diventa la preda di una caccia da portare a termine e sulla quale lasciare il proprio marchio affinché nessun altro osi avvicinarsi a lei.
Forse anche per questo, stanca di quegli esseri incapaci di Amare davvero, sono rimasta affascinata da Lord M, dalla discrezione con cui si avvicina a Victoria e conquista, con i fatti e non con parole prive di fondamento, la sua fiducia.
Il suo rispetto nei confronti della giovane regina non è di facciata, i suoi consigli sono il frutto della saggezza e dell’esperienza accumulate nel corso degli anni e non un mezzo per indurre Victoria a favorirlo nella sua sfera personale o politica.
Quando comprende che la sua presenza è causa di problemi per la regina, sceglie di farsi da parte per proteggerla. E per proteggerla rinuncia alla sola e ultima possibilità di poter essere di nuovo felice, amato da colei che, ormai, è una donna e non più una ragazzina insicura e spaventata dalle responsabilità ereditate insieme al trono.

“Penso che adesso parlerò da donna e non da regina.”
Esitò ancora ma Melbourne continuava a guardarla, fino a che lei non fu pronta a continuare. “All’inizio pensavo foste il padre che non ho mai avuto, ma ora sento,” alzò lo sguardo, “so che siete l’unico compagno che potrei mai desiderare.”
Mentre parlava, un raggio di luce sbucò dalle nuvole sopra di loro e illuminò il viso di Melbourne, che si voltò. E dopo, quando il sole tornò dietro le nuvole, si rivolse a Victoria e prese una sua mano tra le sue. Anche attraverso i guanti di capretto bianco, riusciva a sentire il tocco della sua mano come se del carbone rovente le bruciasse nel palmo.
“Sapevate, madama, che i corvi rimangono fedeli a vita? Ogni anno si corteggiano mentre costruiscono il loro nido, rinnovando tutti quei piccoli convenevoli che fanno risplendere un matrimonio. Potremmo imparare molto da loro.”
Victoria ascoltava le sue parole, ma tutto ciò che riusciva a sentire era la mano che stringeva forte la sua. Melbourne esitò quando guardò il suo viso ma poi continuò, “Se avessi osservato i corvi con più attenzione, forse mia moglie avrebbe sentito di più la mia presenza.”
Victoria disse con indignazione, “Non avrebbe mai dovuto lasciarvi! Io non farei mai una cosa del genere.”
Melbourne deglutì e poi disse con serietà, “No. Penso che quando donerete il vostro cuore, sarà senza esitazioni.”
E poi, con voce più bassa, “Ma non potete donarlo a me.”
Victoria per poco non rise. Non aveva compreso cosa era venuta a dirgli?
“Penso, Lord M, che lo possediate già.” Alzò il viso vicino al suo, per quanto le era concesso dalla loro differenza di altezza. Anche se sapeva che lui non si sarebbe mai approfittato di una regina, di certo se lei gli avesse fatto capire che non le sarebbe dispiaciuto che lui la baciasse, allora lui avrebbe potuto mettere da parte i suoi scrupoli. Chiuse gli occhi, in attesa. Ma invece di sporgersi in avanti, sentì la mano di lui lasciare la sua.
Quando aprì gli occhi vide linee tra il suo naso e la sua bocca che non aveva mai notato prima. E lui disse con decisione, “No, mia cara, dovete conservarlo intatto per qualcun altro.”

È un libro sui primi anni di regno di una regina, ma è anche e soprattutto la storia di una giovane donna che impara ad amare e a sentirsi amata per la prima volta nella sua vita. Una donna che non si è lasciata distruggere da chi avrebbe voluto controllarla e che ha lottato giorno dopo giorno per dimostrare di essere all’altezza del ruolo che era stata chiamata a ricoprire. Ha commesso degli sbagli, per inesperienza e per orgoglio, ma ha saputo rialzarsi e andare avanti perché l’alternativa sarebbe stata mollare e dare ragione a chi non desiderava altro che vederla crollare.
Lord Melbourne, con la sua presenza rassicurante, le ha concesso il tempo di crescere e di imparare a diventare una regina senza abbandonare la passione e il coraggio custoditi nel cuore di una giovane donna costretta a cresce troppo in fretta.
È la storia di Victoria, ma anche il racconto di un amore vero, profondo e intimo, come può esserlo solo quello tra due anime che hanno percorso insieme un tratto e, seppur distanti, rimarranno legate da un filo invisibile a chiunque altro, perché saranno le sole a comprendere fino in fondo quanto quel sentimento abbia significato per entrambe.
Daisy Goodwin ha detto che Lord Melbourne è stato il primo amore di Victoria e Victoria l’ultimo amore di Lord Melbourne. E questo rende ancora più evidente l’importanza del sacrificio compiuto da un uomo che ha scelto di farsi da parte e rinunciare a lei per difendere il futuro della donna che amava.
Perché non a tutti è concesso il dono della felicità, e saper rinunciare a quella scintilla che è lì a portata di mano per non ferire la persona amata contribuisce a rendere Lord M uno dei personaggi maschili più affascinanti e degni di ammirazione che mi sia capitato di leggere.

 

Livello "Ship"




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Recensione di







1 commento:

  1. Recensione meravigliosa, mi ha fatto rivivere le stesse emozioni della serie tv <3

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