domenica 2 ottobre 2016

Recensione: "La piccola libreria di New York" di Miranda Dickinson

Miranda Dickinson ci conduce tra i luoghi simbolo di New York, teatro della storia d’amore di chi ha il coraggio di innamorarsi ancora, nonostante le delusioni del passato.  

  

"La piccola libreria di New York" di Miranda Dickinson


Titolo originale: I'll Take New York
Editore: Newton Compton Editori 
Data di uscita: 1 settembre 2016
 Pagine: 382
Cartaceo: 8,42 € | Ebook (Kindle): 4,99 €
Genere: romance, contemporaneo

 

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Trama


Quando il suo ragazzo la lascia per l’ennesima volta, Bea James, proprietaria di una libreria a Brooklyn, prende una decisione. Basta uomini, basta cuori infranti, basta dolore. Il suo lavoro le piace e i libri l’hanno sempre salvata, l’importante sarà riuscire a stare lontana dall’altro sesso. Jake Steinmann, uno psichiatra che viveva a San Francisco, è pronto a ricominciare, dopo la fine del suo matrimonio. D’ora in poi ci sarà un unico amore nella sua vita: New York. Bea e Jake si conoscono a una festa in cui sono gli unici single, e quando parlano si trovano d’accordo su una cosa: nessuno di loro due vuole avere alcun genere di relazione sentimentale.
Ma la città ha altri piani per loro.

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Recensione


Arrivata all’ultima pagina mi sono concessa un lungo e profondo sospiro di sollievo. Non per l’inevitabile lieto fine, ma per la gioia di essere riuscita a leggere questo libro fino all’ultima parola, nonostante la delusione di vederlo peggiorare pagina dopo pagina dopo una prima parte che prometteva molto, molto di più.
Il buon ritmo narrativo e la presentazione dei protagonisti, e con essi dei tanti personaggi secondari che animano la storia, hanno reso la prima parte vivace e ricca di spunti e di premesse interessanti per il prosieguo, tristemente disattesi con il procedere della narrazione.

Ero pronta a immergermi nell’atmosfera di questa piccola libreria e dei luoghi che Bea e Jake hanno scelto di visitare insieme, condividendo con l’altro ricordi e sogni di un passato che li ha segnati al punto da spingerli a scegliere di rinunciare all’amore.

Avrei voluto assaporare i suoni, i colori, gli odori di questa New York conosciuta attraverso film, libri e serie tv ma in realtà sconosciuta e misteriosa.
Avrei voluto lasciare il mio cuore nelle mani di Bea e Jake affinché lo cullassero, lo distruggessero e poi rimettessero insieme i pezzi con l’intensità di un amore nato tra le strade e i luoghi simbolo della città che ha offerto a entrambi l’opportunità di un nuovo inizio dopo le delusioni subite.
Avrei voluto, ma a questo punto avrete capito che non mi è stato concesso nulla di tutto ciò che avrei desiderato.

Ci sono, però, anche alcuni aspetti positivi e, per onestà intellettuale, devo riconoscerlo. Buona l’idea di alternare i punti di vista dei protagonisti e di scegliere come titolo di ogni capitolo il luogo di New York teatro delle scene raccontate in quelle pagine, ma ciò che ho apprezzato di più è che tra Bea e Jake non sia stato amore a prima vista ma che entrambi abbiano dovuto fare i conti con i bagagli emotivi ereditati dalle relazioni passate. È credibile e realistico che due persone ancora perse tra le macerie di rapporti durati anni non siano propense a lanciarsi in una nuova storia a cuor leggero, rischiando di aggiungere altre cicatrici a cuori ancora sanguinanti.

Credo tu abbia bisogno di un amico che ti apprezza e che non sa niente del tuo passato. Per esperienza posso dire che la vita ci manda nuove conoscenze per rivelarci chi stiamo diventando. Potrebbe essere quel bel barista, o forse no. La cosa più importante è che tu possa capire ciò che ti rende felice e seguirlo con tutto il cuore. 

Il nostro primo incontro con Bea e Jake è quello con due persone appena uscite dalla fine sofferta di relazioni sulle quali avevano investito molto per tanti anni e che, come è prevedibile, si trovano a dover fare i conti con tutti coloro che hanno assistito al brusco cambiamento delle loro vite. Parenti e amici si dichiarano pronti ad ascoltare, offrono spalle su cui versare lacrime di rabbia e tristezza e magari compagnia in serate passate a bere illudendosi di vedere scivolare via con l’alcol anche la sensazione di aver fallito e di aver perso l’unica occasione di poter essere felice.
Bea e Jake trovano l’una nell’altro l’alleato per affrontare insieme questo periodo di transizione. Il conforto reciproco e la comprensione si trasformano in un’amicizia su cui sentono di poter fare affidamento, fino a quando i sentimenti che nutrono si tingono di sfumature romantiche nelle quali entrambi vedono la fine del rapporto che li lega. Si erano promessi di non lasciarsi più coinvolgere in altre relazioni, avevano elencato tutti i motivi per i quali valeva la pena di rinunciare all’amore illudendosi di poter essere comunque felici.

Lei vide paura e tenerezza nei suoi occhi, e i loro volti erano così vicini che il minimo movimento avrebbe potuto cambiare ogni cosa. 

I personaggi risultano ben caratterizzati e per gran parte del libro è semplice empatizzare con loro, proprio perché affrontano situazioni nelle quali tutti o quasi si sono ritrovati almeno una volta nella vita. È stato un peccato assistere ad alcune scene legate a scelte narrative a mio parere discutibili, che sembrano aver avuto l’unico scopo di ritardare il più possibile il chiarimento finale tra i due protagonisti, con il risultato di apparire in contrasto con il loro percorso fino a quel momento.
Dopo l’incontro tra Bea e Jake e il loro iniziare a frequentarsi coltivando un rapporto di amicizia sempre più profondo, il ritmo narrativo rallenta in modo brusco e inspiegabile, rendendo la lettura molto poco piacevole e a tratti noiosa. L’accelerazione finale, proprio negli ultimi capitoli, non riesce purtroppo a risollevare le sorti del romanzo.

Adoro leggere nei romanzi rosa la fase dell’innamoramento tra i personaggi, la scoperta e l’evolversi dei loro sentimenti, la tenerezza, la speranza, la paura di perdere la persona amata o di non riuscire a cogliere l’opportunità di vivere appieno quell’amore. Vorrei potervi dire che tra le pagine di questo libro troverete tutto ciò, ma mentirei.

La mia delusione è dovuta soprattutto al fatto che, considerate le premesse iniziali, la storia aveva un grande potenziale, andato in fumo pagina dopo pagina.

[Recensione basata sulla lettura del libro nella versione originale in inglese.]


 

Livello "Ship"



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Recensione di

2 commenti:

  1. questo libro mi è stato regalato da un amica che non vedo più da tempo e che ricordo con piacere. il libro mi è molto caro

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    Risposte
    1. Capisco benissimo, capita anche a me di essere affezionata ad alcuni libri che mi ricordano momenti o persone a cui ero molto legata. Penso che sia uno degli aspetti più affascinanti della letteratura. Grazie per il commento ;)
      - Ecate

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