mercoledì 12 ottobre 2016

Recensione: "Le Ragazze" di Emma Cline

Cover: le ragazze emma cline einaudi
Un romanzo di formazione non proprio classico. Crescere è davvero difficile, anche in un contesto suburbano senza troppi drammi. Forse è proprio questo il problema, e Evie va in cerca di guai.

"Le Ragazze" di Emma Cline

Editore: Einaudi
Data di uscita: 27 Settembre 2016
Pagine: 355
Cartaceo: 15,50 € | Ebook (Kindle): 9,99 €
Genere: young adult, contemporaneo, thriller e suspence



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Trama


Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un'occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di "squali che tagliano l'acqua". Poi il ranch, nascosto tra le colline. L'incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

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Recensione


Non c'è niente di peggio di una calda estate, la pubertà alle porte, ragazzi che non ti si filano, e migliori amiche che poi tanto amiche non sono, il tutto condito da genitori separati e madre più impegnata a ritrovare la propria giovinezza tramite lo yoga e cose del genere piuttosto che ad occuparsi di te.
Qui è dove troviamo Evie, forse annoiata, una ragazza molto introspettiva con due profondi occhi tristi sul mondo. Quando vede le ragazze, e in particolare Suzanne, rimane immediatamente colpita. Saranno strane, quasi lascive, un po' sporche, ma soprattutto sono libere.

"Era parte di essere una ragazza - ti rassegnavi ad avere qualunque tipo di feedback. Se ti arrabbiavi, eri pazza, e se non reagivi, eri una stronza. L'unica cosa che potevi fare era sorridere dall'angolo in cui ti avevano costretta."

In un battito di ciglia vediamo Evie catapultata dalla noiosa vita di periferia ad un grosso ranch con feste, alcool, droga (sono gli anni ’60, dopotutto) e piano piano, anche sesso. Una delle cose che più mi ha colpito di lei è come lo affronta, il sesso, quasi una faccenda meccanica, vagamente curiosa. Una cosa che esiste e quindi si fa, che gli altri cercano e a cui lei si adatta, perché in realtà non è quello a cui lei aspira, che vuole. Quello che Evie vuole, è Suzanne.

"Nessuno mi aveva mai guardato prima di Suzanne,  non davvero, quindi lei divenne la mia definizione. Il suo sguardo addolciva il mio centro così facilmente che persino le sue fotografie sembravano rivolte a me, accese di un significato privato."

Suzanne è il vero motivo per cui a 14 anni Evie molla tutto e segue quelle ragazze poco più grandi di lei al ranch, con Russell, Guy e tutti gli altri bizzarri personaggi che lei descrive con onestà, perché è così lei e così sono loro, onesti. Non si fanno passare per niente che non siano. E a Evie la cosa fa paura e anche no, contemporaneamente. Ma non sarebbe tornata lì, dopo furti e altri piccoli crimini (all’inizio piccoli, poi sempre più gravi), se non fosse stato per Suzanne.
Perché è l’oscurità di Suzanne che la spaventa e la attrae veramente.

La Evie del presente, che non ci racconta veramente la storia quanto viene interrotta da numerosi flashback, è molto diversa da quella del ’69. Ha un’altra voce, e questo dice davvero molto sulla bravura della scrittrice. Sono sincera, all’inizio non ero convintissima perché lo stile mi sembrava un po’ confusionario e ampolloso, ma appena ho preso il via, sono rimasta stregata. È davvero un’autrice che vale la pena di leggere, capace di schiaffeggiarvi il realismo di questa storia direttamente in faccia.



Livello "Ship"


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Recensione di


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