giovedì 15 settembre 2016

Recensione: "La sorella del re" di Anne O'Brien

Alla corte del re di Inghilterra, tra intrighi e tradimenti, Elisabetta di Lancaster dovrà decidere a chi concedere la propria lealtà. La sua scelta segnerà il destino della monarchia e dell’uomo che ama.

 

"La sorella del re" di Anne O’Brien


Titolo originale: The King's Sister
Editore: HarperCollins Italia
Data di uscita: 23 giugno 2016
Pagine: 476
Cartaceo: 12,67 € | Ebook (Kindle): 3,99 €
Genere: romance, storico


 

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Trama


1382 - Figlia di Giovanni di Gand, sorella del futuro re d'Inghilterra Enrico IV, Elisabetta di Lancaster ha imparato gli scaltri intrighi di corte dagli uomini più potenti del regno. In quegli anni di instabilità politica solo i più accorti sopravvivono e la lealtà al proprio lignaggio è la sola legge che conta. Una principessa plantageneta non può opporsi ai desideri del padre. Eppure l'indomita Elisabetta rifiuta di soggiacere a un matrimonio combinato. Ribellandosi al suo destino, sposa invece l'affascinante e ambizioso Sir John Holland, Duca di Exeter, fratellastro del Re Riccardo II e l'unico uomo che abbia mai amato. Ma la disobbedienza ha un prezzo...

1399 - Il fratello di Elisabetta, Enrico, ha conquistato il trono a spese di Riccardo e John Holland, tra i più fedeli confidenti del vecchio re, architetta un piano per rovesciare l'usurpatore. Intrappolata in una mortifera rete di inganni e segreti, Elisabetta deve scegliere. Tradire il fratello e la famiglia? O smascherare il marito, decretandone la morte?

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Recensione


Non avevo previsto di scrivere questa recensione. Quando ho acceso il mio Kindle e ho iniziato a cercare tra le cartelle dei vari autori qualcosa da leggere non avevo ancora idea di quale libro avrei scelto, non ero sicura neanche su quale genere far ricadere la mia decisione. E poi ho iniziato La sorella del re, ancora non del tutto convinta che uno storico fosse la scelta giusta per me in questo periodo. Non perché non ami i romanzi storici, li adoro profondamente, ma ero reduce da letture abbastanza deludenti e non volevo che il mio cattivo umore potesse rovinare il mio approccio a questo libro.

Ebbene, non sono riuscita a staccarmene fino a quando non sono arrivata all’ultima pagina. E ancora non avevo deciso se recensirlo o meno. Sono andata a dormire e al mio risveglio il mio pensiero era ancora rivolto a Elisabetta di Lancaster e a John Holland.
E allora ho capito che dovevo condividere quel pensiero con voi, perché sono molteplici le motivazioni che possono condizionare il nostro giudizio su un libro: lo stile dell’autore, la trama, la caratterizzazione dei personaggi e il loro evolversi nel corso della storia, la verità storica sugli eventi narrati (ed eventuali libertà che lo scrittore si è concesso per scrivere il proprio romanzo, che non è e non potrebbe essere una biografia dei personaggi inseriti), ma a volte sono le emozioni che esso suscita in noi a prendere il sopravvento e in alcuni casi finiscono per offuscare tutti o quasi i punti dell’elenco appena citato.

Potrei mettermi qui, libri di storia alla mano, a dirvi quante e quali libertà Anne O’Brien si è concessa nella stesura di questo romanzo, ma sono dell’idea che leggere un romanzo storico non significhi leggere un saggio o biografie di personaggi, e la bravura di una scrittrice e di uno scrittore sta nel rendere verosimili anche quelle piccole o grandi libertà e nel condurre il lettore per mano in un’epoca più o meno lontana dal suo presente e metterlo al cospetto di personaggi che, nonostante i secoli che li separano, riescono a comunicare con lui attraverso ciò che li rende simili perché proprio della natura di ogni essere umano.

Elisabetta è una donna consapevole del proprio ruolo in quanto membro di una delle famiglie più importanti d’Inghilterra. Ogni sua parola, ogni suo gesto, ogni sua accettazione delle scelte che le vengono imposte non sono altro che il prodotto dell’educazione ricevuta, volta a renderla una preziosa pedina nel gioco di accordi e intrighi alla corte di suo cugino Riccardo II, re d’Inghilterra. Elisabetta sognava il corteggiamento di un cavaliere, l’amore e la passione cantati dai trovatori nelle loro opere che ha cullato per anni nei suoi sogni di ragazza, ma il marito che suo padre sceglie per lei non è altro che un bambino. Non può fare altro che sottostare al suo volere e si ritrova così moglie di nome ma non di fatto. L’incontro con John Holland è quello con un uomo di forti passioni, che non teme di esporsi ai giudizi e ai pregiudizi della nobiltà inglese, ambizioso e disposto a lottare per conquistare il cuore di Elisabetta, la quale tenterà invano di resistere, conscia che cedere a John potrebbe rovinarla per sempre agli occhi della corte e provocare l’ira di suo padre.

«Non sarò mai un perfetto, gentile cavaliere. Ma sarò di più. Vi proteggerò. Non vi abbandonerò in nessuna circostanza. Vi adorerò, inginocchiato ai vostri piedi, per sempre. Posso anche essere imperfetto e peccatore, ma sarò il vostro uomo, Elisabetta di Lancaster.» 

Quando si legge un libro come questo e si conosce la storia dei personaggi così come è stata tramandata, si è preparati a ciò che accadrà nel corso del romanzo. O almeno si dovrebbe essere preparati. Chi conosce la storia di Elisabetta di Lancaster e di John Holland sa bene come è nato e si è evoluto il loro rapporto. Sa come e quanto gli eventi di quell’epoca hanno influito sulle loro vite e sulle scelte che hanno compiuto. Trasformare quei fatti in una storia da romanzo significa dare voce a emozioni in grado di sconvolgere e di far riflettere perché, se anche non siamo mai stati chiamati a prendere decisioni in grado di rivoluzionare le sorti di una monarchia, ci sarà capitato almeno una volta nella vita di dover scegliere da che parte stare e a chi concedere la nostra lealtà.
Elisabetta e John non sono personaggi positivi o negativi, le loro azioni possono essere discutibili ma acquistano un senso quando le si considera all’interno del quadro della loro epoca e di quel particolare periodo storico. La loro storia non è una di quelle ornate di romanticismo tutto fronzoli e dichiarazioni altisonanti, attraversa gli eventi che li travolgono poggiando su fondamenta che a volte possono apparire fragili ma che si rivelano essere più forti di ogni ostacolo o pericolo che sono costretti ad affrontare.

Se leggerete La sposa del re conoscerete due personaggi che forse non riuscirete ad amare e comprendere fino in fondo, almeno non all’inizio, vi ritroverete e maledirli per alcune scelte e a volerli stringere a voi e cullarli tra le vostre braccia in alcuni momenti cruciali delle loro vite. Non sono personaggi semplici e non è semplice accettare come spesso mettano a rischio tutto ciò che hanno costruito insieme per lealtà verso coloro che ai nostri occhi potrebbero non meritarla.

Ricorderò ciò che rappresentiamo l’uno per l’altra finché avrò un respiro in corpo. Voi siete la mia luce, il gioiello più prezioso fra tutti i successi della mia vita. Finché il mio cuore continuerà a battere, sappiate che batte per voi, come io so che continuerete ad amarmi, qualunque cosa il futuro abbia in serbo per voi.
Avete tanto per cui vivere.
Ricordate, vi prego, che la capacità d’amare non muore quando muore l’amato. 

Ma è proprio questo che li ha resi cari al mio cuore di lettrice e che ha distrutto quel piccolo cuore. Ciò che me li ha fatti amare è anche ciò che mi ha causato più sofferenza e che ha mantenuto vivo il mio interesse nei loro confronti anche dopo aver letto l’ultima pagina, impedendomi di iniziare subito un nuovo libro perché il mio pensiero era ancora lì con loro.
Avrei potuto scrivere dello stile dell’autrice, che ho apprezzato molto.
Avrei potuto parlarvi dei tanti personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti.
Avrei potuto esaminare pagina dopo pagina le eventuali incongruenze storiche presenti nel romanzo.
Avrei potuto, ma ci sono storie che pretendono di essere accolte con il cuore più che con la mente. Ci sono personaggi che non chiedono di essere amati e difesi a spada tratta sempre e comunque, ma si mostrano in tutta l’umana fragilità e imperfezione che condiziona ogni istante delle loro vite e, spesso, li conduce verso abissi di dolore, rimpianto e di un crudele rimorso.


 

Livello "Ship"



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Recensione di

 

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