giovedì 15 settembre 2016

Recensione: "First. La mia prima volta" di Laurie Elizabeth Flynn

Audace e schietto"First" è un racconto di crescita personale che si distingue per originalità e il fatto di trattare tematiche importanti come i doppi standard in tema di sesso e la cultura dello stupro tra gli adolescenti.

"First. La mia prima volta" di Laurie Elizabeth Flynn


Titolo originale: Firsts
Editore: Newton Compton
Data di uscita: 8 settembre 2016
Pagine: 320
Ebook (Kindle): 4,99 €
Genere: young adult, contemporaneo, romance


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Trama


A diciassette anni, Mercedes Ayres ha le idee ben precise in fatto di sesso: la porta della sua camera da letto è aperta solo per ragazzi alla prima esperienza. Mercedes è pronta a indirizzarli e aiutarli, e in cambio chiede solo che rendano speciale la prima volta delle loro ragazze. Che sia una prima volta perfetta, quella che Mercedes non ha avuto. Fino ad ora mantenere il segreto su ciò che accade nella sua camera da letto è stato facile. La sua impegnatissima madre è sempre fuori durante il giorno e non immagina quali siano le attività extrascolastiche della figlia, e la sua migliore amica super religiosa, Angela, non si azzarda neanche a pronunciare la parola “sesso” prima del matrimonio… Ma ci sono cose che Mercedes non ha messo in conto: non avrebbe mai potuto prevedere, ad esempio, che proprio il fidanzato di Angela venisse da lei e le chiedesse un “trattamento speciale” in cambio del silenzio, o che qualcuno fosse attratto da lei per com’è e non per ciò che sa fare a letto… Quando la sua perfetta organizzazione va in frantumi, Mercedes dovrà darsi da fare per salvare la propria reputazione e anche per capire che posto dare al suo cuore…

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Recensione


Devo essere sincera. Ho iniziato First con pochissime aspettative, immaginando di trovarmi davanti al solito romanzetto young adult leggero e di poco conto, e finendo poi con il dovermi ricredere mano a mano che la storia procedeva e che il vero tema di questo libro usciva fuori.

Avete mai sentito parlare di "slut-shaming"? E' un termine un po' intraducibile in italiano, ma che indica la tendenza da parte della società ad additare come poco di buono qualsiasi donna il cui unico crimine è quello di vivere in modo libero la propria sessualità. Che sia per un atteggiamento più tendente al flirt, che sia per il fatto di indossare gonne corte, che sia per una vita sessuale un po’ promiscua.

Anche nei libri (sopratutto young adult e new adult) si trova spesso: è quando hai una protagonista bella brava buona e pura contrapposta ad altri personaggi femminili che invece, magari per il solo crimine di farsi piacere il suo stesso interesse amoroso, sono a prescindere delle sgualdrine. Per quel che mi riguarda, è una di quelle cose capaci di farmi venire voglia di gettare il libro fuori dalla finestra in pieno stile Silver Linings Playbook.



Anche perché nessuno condanna mai davvero un uomo per gli stessi atteggiamenti. Anzi, le storie sono piene di eroi romantici più o meno tormentati a cui nessuno fa una colpa il fatto di andare a letto con quante più donne loro aggrada, ancora di più se tale comportamento è dettato dalla necessità un po’ incasinata di usare il sesso per colmare un vuoto emotivo. Ammettiamolo: tutte, prima o poi, nella nostra carriera di lettrici/spettatrici/divoratrici di qualsiasi cosa, ci siamo almeno una volta innamorate di personaggi maschili così.

Perché questa premessa? Perché First prende queste prospettive, le ribalta, e ti porta dall’altra parte della barricata. Quella appunto della ragazza spesso facilmente additata come  “poco di buono”, mostrandoci tutto quel che si agita dietro la sbrigativa etichetta.

Per apprezzare First, insomma, occorre non fermarsi alla superficie.

Tanto per cominciare Mercedes, la protagonista, è un vero disastro. In apparenza sicura di sé ed eppure fragilissima, usa il sesso come mezzo per sentirsi in controllo e per coprire i vuoti che ha dentro, facendosi del male consapevole di farsi del male ma al tempo stesso incapace di smettere.
Non voglio scrivere altro ma lo scrivo lo stesso. Tutto quello che non direi mai a voce. A nessuno.
Pezzo di merda. Coglione assoluto. Perché sono andata a letto con questo ragazzo? Neanche volevo farlo.Fisso le parole fino a che gli occhi mi fanno male. Neanche volevo farlo. La scrittura non sembra neanche la mia, non sono le ordinate, precise piccole lettere che abbelliscono le mie relazioni di laboratorio. Queste lettere sono grosse e tortuose e fuori controllo. Cosa c’è che non va in me?

E forse il mio giudizio non è del tutto obiettivo, perché i personaggi incasinati sono un po’ un mio punto debole: mi ritrovo molto più spesso a simpatizzare con personaggi che sono dei totali disastri, piuttosto che con quelli che fanno sempre la cosa giusta (anche perché: yaaawn). Ma anche se Mercedes fa cose deplorevoli (andare a letto con ragazzi già impegnati, quanto è condannabile come cosa?), non ho potuto fare a meno di provare costante pena, speranza, affetto e empatia nei suoi confronti.

Ho perso il conto delle volte in cui sarei voluta poter entrare fisicamente nelle pagine per poterla abbracciare forte.

L’autrice ha fatto un ottimo lavoro nel prendere qualcuno che compie uno sbaglio dopo l’altro e darle una voce abbastanza realistica, convincente e coinvolgente da farne una persona "reale", e far comprendere a chi legge la logica distorta dietro le sue azioni.

Attorno a lei, c’è poi un insieme di personaggi che, nonostante partano a volte un po’ stereotipati, riescono lo stesso a emergere come abbastanza reali da dare vita a una serie di relazioni sfaccettate e interessanti, come quella tra Mercedes e la sua sempre assente madre Kim, oppure la nascente amicizia con la sfacciata Faye e la storia d’amore con Zach - l’amico-non-amico che la ama per quello che è, nonostante le distanze che Mercedes cerca di tenere.


Non voglio essere la ragazza che lui frequenta l’ultimo anno e per la quale perde interesse quando parte per il college. Voglio solo essere veloce quanto basta perché Zach debba correre per starmi dietro, perché, se resto in testa, non dovrò mai vedere la sua schiena che si allontana.

E parlando proprio dell’aspetto romance: l’ho trovato romantico senza essere sdolcinato, un innamoramento che sa di “reale” in ogni sua fase, tra la paura del legame, i primi morsi della gelosia, e il crescente approfondimento del rapporto e della fiducia. In più, dimostra che anche i bravi ragazzi possono essere sexy e interessanti, e ciò non può che strappare punti in più.

Intendiamoci, First non è un libro senza difetti. Ci sono alcuni personaggi secondari (tipo Charlie, l’infido ragazzo della migliore amica Angela) che sono un po' cliché, e alcune relazioni, prima su tutte quella tra Mercedes e sua madre, che avrebbero meritato un po’ più approfondimento e una risoluzione meno frettolosa.

Nell’insieme, però, è una storia diversa dal solito che riesce a far empatizzare molto con la protagonista e a trattare questioni sensibili e importanti come abusi, cultura dello stupro e slut-shaming, in un modo che fa riflettere su quanto radicate siano certe mentalità e sui pregiudizi che spesso impediscono alle vittime di parlare e denunciare.

[Recensione basata sulla lettura del libro in lingua originale]



Livello "Ship"


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Recensione di


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