martedì 27 settembre 2016

Recensione: "It ends with us" di Colleen Hoover

Una storia potente che spezza il cuore e fa riflettere, parlando di amore, di quando amare fa male, e di quando l’amore non è abbastanza.

“It ends with us” di Colleen Hoover

Inedito in Italia
Editore in lingua: Atria Books
Data di uscita: 2 agosto 2016
Pagine: 367
Cartaceo: 8,69 € | Ebook (Kindle): 8,46 €
Genere: romance, contemporaneo, new adult

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Trama (traduzione)


A volte colui che ti ama è colui che più ti fa del male.

Le cose non sono sempre state facili per Lily, ma questo non l’ha mai fermata dal lavorare sodo per la vita che vuole. Ne ha fatta di strada dalla piccola cittadina nel Maine dove è cresciuta - si è laureata, trasferita a Boston, e ha avviato una propria attività. Perciò quando scatta la scintilla con lo stupendo neurochirurgo Ryle Kincaid tutto nella vita di Lily sembra improvvisamente quasi troppo bello per essere vero.

Ryle è determinato, testardo, e forse anche un po’ arrogante. E’ anche sensibile, brillante, e ha un assoluto debole per Lily, anche se la sua totale avversione alle relazioni serie è preoccupante.

Mentre Lily si ritrova sopraffatta da domande sulla nuova relazione, lo è anche dal pensiero di Atlas Corrigan - suo primo amore e collegamento con un passato che si è lasciata alle spalle. Lui era la sua anima gemella, il suo protettore. Quando Atlas d’un tratto riappare, tutto ciò che Lily ha costruito con Ryle è a rischio.

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Recensione


Non sono una grande fan della Hoover. Per un motivo o per l’altro, ciò che ho letto di suo in passato non mi ha mai davvero convinto o entusiasmato - troppo miele, troppa banalità, personaggi con cui non riuscivo a connettere. Quindi, pur incuriosita da questa sua ultima fatica, mi ci sono approcciata con bassissime aspettative e il mio solito scetticismo. Ebbene: It Ends With Us con me è riuscito là dove altri suoi libri avevano fallito, prendendomi dalla prima all’ultima pagina ed emozionandomi fino a farmi venire gli occhi lucidi in più di un’occasione.

Non è un libro facile da recensire. Tanto per cominciare, perché è difficile parlarne senza dare via una parte importante delle vicende, e io non vorrei darvi via proprio niente, o se non altro solo il minimo indispensabile. Questo è un libro che si vive meglio senza avere idea di quale sarà la sua direzione.

Sì, si vive - o almeno è così che l’ho sentito io.

Innamorandomi insieme a Lily, gioendo delle sue vittorie e dei suoi successi. E, sopratutto, ritrovandomi poi spiazzata, incredula, incazzata, avvilita e piena di incertezze su cosa sarebbe successo e su quale direzione la storia avrebbe preso, esattamente come lei nel momento in cui il suo cuore si è spezzato.


Quindici secondi. E’ tutto quel che serve per cambiare completamente tutto di una persona. Quindici.

Posso parlarvi dei personaggi. Posso dirvi della cotta che mi sono presa per Ryle fin dalle prime pagine del libro, da quel singolare primo incontro con Lily e quel loro arguto, sensuale, onesto botta e risposta. Posso dirvi di quella che ho poi sviluppato pian piano per Atlas, mano a mano che la sua storia passata con Lily emergeva e sempre più si avvertiva il dolore ancora latente per un amore mai concluso e mai davvero dimenticato.

Posso parlare di Lily, e di quanto sia facile identificarsi con lei - non solo con le sue emozioni, ma con il modo in cui tutte le sue convinzioni vengono in un attimo sconvolte - e sentire il suo conflitto davanti alle difficili scelte che si trova a dover compiere.

Posso anche dire che forse l’etichetta di romance è in questo caso un po’ inadeguata. Perché sì, c’è la storia d’amore - anzi, le storie d’amore, di e con due uomini entrambi innamorati di Lily, molto diversi tra loro. Ma è un’etichetta inadeguata, perché il cuore e il messaggio del libro sono molto più che una semplice romance.

Ma proprio perché è più di una romance, parlare di questo libro senza entrare nel merito delle sue vicende significa anche non rendere del tutto giustizia non solo alla delicata, sempre attuale, tematica che tratta, quegli degli abusi domestici, quanto al modo in cui viene trattata - che è forse proprio ciò che lo distingue, e decisamente ciò che lo differenzia dagli altri (almeno per me, non linciatemi) mediocri libri della Hoover.

Ce lo siamo chieste tutte, del resto, di fronte a ogni storia di abuso: perché lei non lo lascia? Perché rimane con lui?

La storia riesce nel delicato intento di prendere domande forse un po’ abusate ed esplorarle sotto una nuova prospettiva e molteplici punti di vista, dove non sempre le linee di demarcazione sono così nette e dove non sempre la scelta e la risposta più ovvia sono anche quelle più facili.


Solo perché qualcuno ti fa del male non significa che puoi semplicemente smettere di amarlo. Non sono le azioni di una persona che fanno più male. E’ l’amore. Se non ci fosse amore connesso all’azione, il dolore sarebbe un po’ più facile da sopportare.

Più di ogni altra cosa, It Ends With Us è un libro onesto, ed è lì che sta la differenza. Un libro che non ha verità in tasca, e che sa di non averle. Non vuole averle. In questo senso, si avverte il fatto che sia un libro molto personale per l’autrice. Lo si intuisce dalla dedica iniziale, e ce lo conferma anche la toccante nota finale.

Certo, qua e là qualche frase fatta ci finisce lo stesso - che è poi uno dei miei, inevitabili, problemi con la Hoover, insieme alla sua tendenza alla melensaggine, e un po’ ciò che mi impedisce di dare un punteggio pieno tondo tondo. Però è un libro che vale decisamente la pena di essere letto, da tutti.



Livello "Ship"



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Recensione di


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